Mercatino ittico aperto ai pescatori di fuori città

16 Ottobre 2018

Giovedì in consiglio il nuovo regolamento sulla struttura del lungomare L’obiettivo è riempire tutti gli spazi e incentivare il commercio del pesce

MONTESILVANO. Il mercatino ittico di Montesilvano apre le sue porte anche ai pescatori di fuori città. E’ questa la novità contenuta nel nuovo regolamento della struttura sul lungomare intitolata a Giuseppe Marchegiani ed Edmondo Mazzoni, montesilvanesi scomparsi in mare nel 1981.
La delibera, già approvata nella commissione commercio, approderà sui banchi del Consiglio comunale giovedì mattina, quando maggioranza e opposizione saranno chiamate a dare il proprio via libera all’ampliamento dei criteri per l’assegnazione dei box.
La decisione dell’amministrazione comunale è arrivata per far fronte alle tante saracinesche abbassate all’interno del mercatino, inaugurato nell’aprile del 2015 dopo 10 anni di attesa, ma mai entrato completamente a regime.
Il primo bando per l’assegnazione dei dieci box disponibili, infatti, si svolse seguendo le disposizioni del regolamento molto rigido redatto prima dell’apertura, che prevedeva l’assegnazione degli spazi solo ed esclusivamente a operatori della piccola pesca residenti in città e proprietari di un’imbarcazione iscritta alla capitaneria di porto per Montesilvano. Diversi i pescatori che parteciparono e ottennero un box nel mercatino, che tuttavia non arrivò mai a riempire tutti i suoi spazi.
Da allora alcuni pescatori hanno rinunciato e attualmente a vendere il pesce sul lungomare, all’altezza di via Bocca Di Valle, sono solo cinque operatori della piccola pesca locale: Mario Di Pietropaolo, Andrea Straccialini, Rocco Di Vito, figlio dello scomparso Marcello che aveva a sua volta un box, Leonardo Santoro e Paolo Di Giulio.
«E’ per questa ragione che abbiamo deciso di allargare le maglie del regolamento», spiega il presidente della Commissione Commercio, Carlandrea Falcone, «per evitare di avere sei box con le saracinesche abbassate. Il nostro obiettivo è sfruttare appieno le potenzialità di questa struttura, incentivando allo stesso tempo il commercio».
Falcone confessa poi che la sua proposta iniziale per rivitalizzare il mercato ittico era un’altra, che però non ha incontrato il parere favorevole degli altri consiglieri.
«Avevo proposto di aprire i box liberi ad altre categorie merceologiche, come frutta, verdura, olio. Insomma tutti prodotti a km zero, proprio come avviene a Pescara, per consentire alle persone di recarsi sul lungomare per fare la spesa e non solo per comprare il pesce», rivela. «Ma la maggior parte dei consiglieri ha preferito riservare tale opportunità ai pescatori provenienti da fuori città».
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