Mercato edilizio e territorio, l’allarme: «Pochi fondi e poche azioni di miglioramento»

1 Novembre 2016

Pochi i fondi - 44 milioni per il 2016 - ma pochi anche gli interventi di rafforzamento o miglioramento sismico portati in fondo in un quinquennio. A lanciare l’allarme è il Cresme, Centro ricerca...

Pochi i fondi - 44 milioni per il 2016 - ma pochi anche gli interventi di rafforzamento o miglioramento sismico portati in fondo in un quinquennio. A lanciare l’allarme è il Cresme, Centro ricerca sul mercato edilizio nel 4° Studio sullo Stato del Territorio che verrà pubblicato a fine anno. Dopo il terremoto dell’Aquila, è stato avviato il Piano nazionale di prevenzione del rischio sismico, finanziato con un fondo pluriennale di 965 milioni. Per il 2016, le risorse disponibili sono appunto 44 milioni, circa un quarto di quelle dell’anno scorso, segnala il Cresme. «Secondo stime della Protezione civile - segnala Cresme - la cifra rappresenta una minima percentuale, probabilmente inferiore all’1%, rispetto al fabbisogno che sarebbe necessario per il completo adeguamento sismico di tutte le costruzioni, pubbliche e private, e delle opere infrastruttrali strategiche». Fatto sta che il piano “procede a rilento”. Tanto che «per quanto riguarda gli interventi sugli edifici, sia pubblici che privati, ciò che è stato portato a termine non è molto». Per le strutture di interesse strategico (dalle scuole agli ospedali) e le opere di protezione civile, Cresme sostiene che fra il 2010 e il 2014 sono stati finanziati 484 progetti, ma conclusi solo 129, poco più del 26%. La percentuale sale al 40% dei progetti finanziati, se si considerano anche gli interventi in corso. (ilaria bonuccelli)