«Mercato etnico, spesi i soldi dei pescaresi»

La leader di Fratelli d’Italia Meloni registra un video alla stazione. Proteste contro i lavori in partenza
PESCARA. «Siamo a Pescara, vicino alla stazione, in una zona che è oggetto di riqualificazione, nella quale dovrebbe nascere il waterfront di Pescara. E intanto l’amministrazione comunale di sinistra uscente, e a occhio non rientrante, pensa bene di spendere 250mila euro dei cittadini pescaresi per prendere questo spazio qui dietro, in una zona centralissima, e, sostanzialmente, rendere...».
Il video di Giorgia Meloni pubblicato sulla sua pagina ufficiale Facebook, girato ieri mattina davanti a quella che dovrà essere la sede del mercatino etnico, si interrompe così, mentre dietro di lei una dozzina di persone (tra cui i consiglieri Guerino Testa e Marcello Antonelli) reggono lo striscione che riporta la scritta: «Non è etnico, è illegale».
Quello che la leader di Fratelli d’Italia avrebbe continuato a dire è facilmente immaginabile: fermiamo questa vergogna e restituiamo i soldi ai cittadini. La protesta contro il mercato etnico voluto dall’amministrazione comunale dopo lo sgombero del mercato senegalese dall’area attualmente adibita a parcheggio quindi prosegue ed è tema di campagna elettorale. Anche questa mattina i commercianti e i cittadini contrari alla realizzazione del mercato etnico si ritroveranno alle 7 davanti al cantiere per controllare se iniziano i lavori ed, eventualmente, bloccarli con un presidio. Dalla sua pagina Facebook, il vice coordinatore di Fratelli d’Italia Marco Forconi, titolare della libreria della stazione, ha dato appuntamento ad amici e compagni di partito (il primo giorno ha anche offerto il caffè) «Senza bandiere e senza striscioni, basta la presenza».
Secondo gli esponenti di Fratelli d’Italia, un’amministrazione pubblica non può creare con soldi pubblici un mercato sui cui banchi finiscono principalmente prodotti contraffatti, non accompagnata da documenti di trasporto, non soggetti a tassazione e probabilmente introdotti sul mercato “pulito” dalla malavita che ne gestirebbe la produzione. Per questo, anche diversi commercianti si sono schierati nella protesta contro il Comune e sono pronti a bloccare i lavori previsti.

