«Mi mettevo sempre in porta riuscivo a stupire le ragazze»

25 Giugno 2022

PESCARA. «Mi rifugiavo sempre in porta: mai voluta la responsabilità di fare gol. E poi davanti alle ragazze volevo fare bella figura». Vincenzo Olivieri ripensa alle estati vista mare con biliardino...

PESCARA. «Mi rifugiavo sempre in porta: mai voluta la responsabilità di fare gol. E poi davanti alle ragazze volevo fare bella figura». Vincenzo Olivieri ripensa alle estati vista mare con biliardino e juke box e dice: «Prima andavamo a ritmo, ora comanda l’algoritmo».
Se le ricorda quelle partite?
«Mi mettevo in porta, con i difensori passavo indietro e cercavo di segnare con il portiere: così stupivo le ragazze che si appoggiavano al bordo e tifavano. Insomma, al biliardino c’era una prima selezione naturale dei corteggiatori».
Distraeva gli avversari con le battute?
«Facevo ridere i miei compagni e un po’ ne approfittavo. Ma ricordo un altro trucchetto: mettevamo qualcosa dentro la porta per riprendere la pallina».
Invece, i giovani di oggi stanno sempre con i telefonini in mano?
«È un peccato. Il biliardino era un modo per socializzare: nascondeva competizione sana e non l’azzardo, al massimo ci potevamo giocare un gelato, era un momento per esprimersi».
Il biliardino rischia l’estinzione, il juke box è già scomparso: se lo ricorda?
«Era la colonna sonora dell’estate: delegavamo quello con i soldi della comitiva a mettere le canzoni. La verità è che oggi abbiamo perso il gusto di condividere le cose ed è triste». (p.l.)