Migranti, cresce l’allarme sociale: 118 ospiti tra tende e agriturismo

26 Settembre 2023

La prefettura aumenta le pattuglie. L’assessore De Lellis: «Siamo oltre la capacità di accoglienza» Il consigliere regionale D’Incecco (Lega): «Una ragazza importunata, il sistema deve essere rivisto»

MANOPPELLO. Salgono a 118 i migranti ospitati a Manoppello, di cui 22 donne: 60 nella struttura dell’azienda agrituristica Moffa e altri 58 nelle dieci tende allestite accanto al centro di accoglienza straordinario. Numeri record che fanno salire anche tensione e allarme sociale nella comunità della provincia pescarese che ora chiede l’intervento delle istituzioni per superare la logica provvisoria dell’accoglienza.
È di venerdì scorso la nota inviata dal sindaco Giorgio De Luca al prefetto Giancarlo Di Vincenzo per chiedere un’intensificazione dei controlli delle forze dell’ordine sul territorio. Richiesta accolta immediatamente con l’invio di pattuglie aggiuntive in zona dei carabinieri della compagnia di Popoli, del comando provinciale di Pescara e della polizia municipale di Manoppello. «Ma non basta perché oggettivamente una concentrazione così alta di migranti sul territorio sta creando disagi», è l’opinione del consigliere regionale della Lega Vincenzo D’Incecco che, ieri pomeriggio, ha visitato la struttura di contrada Colle Sant’Andrea insieme al consigliere comunale e provinciale Lucio Di Bartolomeo. «C’è stato il caso di una ragazza che abita poco lontana dalla struttura che ha avuto problemi», racconta D’Incecco, «ho parlato con la madre: lei ha l’abitudine di correre lì vicino, ma è stata importunata diverse volte, si è spaventata e ha reagito, anche perché non conosce la loro lingua e non sa cosa le abbiano detto. È un fenomeno che va tenuto sotto controllo perché una presenza così alta ha creato scompiglio nella comunità e per questo ho deciso di andare a vedere con i miei occhi le condizioni in cui vivono».
Se l’amministrazione comunale, con la vicesindaca Giulia De Lellis, si è affrettata a ribadire di aver fatto «più del possibile per tamponare l’emergenza sbarchi» e di essere «ben oltre la naturale capacità di accoglienza, perché un conto è il centro fisso e un altro è la provvisorietà delle tende», la prefettura invece con il vicario Gaetano Losa ribadisce di essere continuamente a caccia di nuovi spazi e strutture dove sistemare i migranti. «Le aree attrezzate con tende sono soluzioni provvisorie e dotate di tutti i comfort, compreso il riscaldamento», specifica il vicario prefettizio, «appena troviamo un immobile adatto o si liberano posti letto nei Cas esistenti, provvediamo a spostare le persone, ma non è facile perché nella provincia di Pescara c’è carenza di strutture, a differenza di quanto accade a L’Aquila, Teramo o Chieti. La sicurezza è sotto controllo, la vigilanza c’è e non ci sono state denunce, a differenza dell’allarme rimbalzato sui social». «È il sistema che va rivisto perché Pescara soffre, ma come l’Abruzzo e l’Italia», ribatte D’Incecco, «qui chiedono tutti di essere riconosciuti come rifugiati, ma poi la percentuale di chi scappa dai Paesi in guerra è bassissima e il resto si tutti migranti economici: è un meccanismo inquietante, perché è chiaro che vengono da situazioni complicate, ma il nostro territorio non riesce ad assorbirli visto che non è nemmeno manodopera specializzata. La prefettura fa il suo mestiere, ma il fenomeno non è più sopportabile: bisogna trovare una soluzione non possiamo continuare a essere luogo d’arrivo di migliaia di immigrati».
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