Militari nel Parco del Gran Sasso Il Wwf contro il poligono di tiro

L'AQUILA. Anche il Wwf dice no alle esercitazioni militari nel poligono di monte Stabiata nei pressi di Collebrincioni, area che si trova all'interno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della...
L'AQUILA. Anche il Wwf dice no alle esercitazioni militari nel poligono di monte Stabiata nei pressi di Collebrincioni, area che si trova all'interno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Il Wwf “Abruzzo montano” in una nota scrive: «Abbiamo presentato le osservazioni in contrarietà all'istanza di valutazione di incidenza ambientale proposta dal Comando militare Esercito Abruzzo relativa alle attività addestrative da svolgersi nel Comune dell'Aquila, frazione Collebrincioni, su una parte di monte Stabiata, tra il borgo e i cosiddetti Coppi di Aragno, la montagna a sud di San Pietro della Jenca. Il Comitato di coordinamento regionale per la valutazione di impatto ambientale, istituito presso la Regione Abruzzo, è chiamato ad emanare un parere di importante rilievo avverso tale istanza, visto che detta area ricade interamente nella zona di protezione speciale del Parco».
«È un fortissimo pugno all’occhio oltreché al cuore, vedere un luogo incantato come quello, distrutto dalla noncuranza con cui l’uomo lo ha utilizzato in questi anni» sottolinea il presidente Antonello Santilli «ciò che non si riesce proprio a capire è come in un territorio tutelato dal Parco nazionale, parte integrante della Rete Natura 2000, interessato dal corridoio ecologico dell’Orso bruno marsicano, luogo di pascolo per gli animali, habitat naturale del lupo e dell’aquila reale, possano essere permesse esercitazioni belliche, altamente impattanti ed inquinanti. In quei luoghi l’attività addestrativa va avanti dal lontano 1957, pur se solo ora il Comando militare si è deciso a intraprendere l’iter burocratico autorizzatorio necessario per il suo esercizio dopo però aver provocato la radicale trasformazione dei prati solcati dai mezzi militari in lungo e in largo e un alto tasso di inquinamento da piombo e altri metalli pesanti, con grave danno per la flora e la fauna presenti sul territorio. Quello che poteva essere consentito negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, quando non vi era una coscienza ambientalista nel nostro Paese, oggi non può essere più permesso e le autorità preposte al controllo del territorio hanno il dovere di intervenire per recuperarlo e riqualificarlo, ripristinando l’ambiente naturale preesistente allo stato di degrado, eliminando i detrattori ambientali e i fattori inquinanti con un intervento mirato di bonifica e risanamento ambientale e tutelando le matrici autoctone della vegetazione e del suolo» conclude Santilli.
Contro il poligono su monte Stabiata da tempo si batte un nutrito gruppo di abitanti di Collebrincioni il quale lamenta anche il fatto che i mezzi militari attraversano in continuazione il paese per raggiungere la zona delle operazioni addestrative. Un no al poligono era stato espresso anche da Legambiente. Il Comune dell'Aquila proprio pochi giorni fa ha emesso delle ordinanze per consentire le esercitazioni su monte Stabiata dal mese in corso a fine 2019. (g.p.)

