Mille abitanti in meno in vent’anni. E Penne perde anche gli uffici

1 Aprile 2022

Oltre allo spopolamento, il capoluogo vestino non ha più la sede della polizia stradale, gli sportelli Aca e la filiale Inps

PENNE. La popolazione residente a Penne è in continua diminuzione da oltre dieci anni. Dal 2010 ad oggi si è passati da 12.873 residenti ad 11.470 del 2021 con appena 1.060 persone rimaste a vivere nel centro storico. Un calo costante, con la città che ha perso via via sempre più servizi. A oggi, dati Istat, a Penne risiedono 5.621 uomini e 5.849 donne. Eppure, dal 2001 al 2010 i numeri sulla popolazione residente sono andati sempre in crescendo.
A Penne nel 2001 c'era una popolazione residente di 12.473 e negli anni a seguire, fino al 2010, c'è stato quasi sempre un andamento crescente. Dal 2011 in poi, invece, il dato della popolazione residente è andato sempre più diminuendo. Anche il numero dei componenti delle famiglie è mutato negli ultimi vent'anni.
Si è passati da una media di 3,06 componenti per famiglia del 2002, a una media 2,57 membri per famiglia nel 2017 (ultimo dato disponibile).
Stesso trend negativo anche per quanto riguarda il saldo naturale tra nascite e decessi. Se nel 2002 si è avuto un saldo positivo di +18, con 124 nascite e 106 decessi, nel 2020 si è registrato il numero più negativo degli ultimi vent’anni: 71 nascite contro 166 decessi, per un saldo negativo di -95. Lo spopolamento complessivo, comunque, è da rintracciarsi in diversi fattori: dalle difficoltà delle nuove generazioni a lavorare nel territorio comunale alla perdita costante di servizi che Penne ha pagato negli ultimi vent’anni. Tra i servizi persi spicca, nel 2017, la caserma della polizia stradale di via Guido Rossa. Istituita nel 1956, inizialmente contava 17 agenti più il comandante, aveva una foresteria attiva, una cucina e tutto ciò che poteva servire agli agenti in servizio. Lo stabile, dopo un adeguamento, è stato utilizzato per il distaccamento dei vigili del fuoco, uno dei pochi servizi ottenuti negli ultimi anni dall’area vestina. Anche lo sportello dell’Aca, così come accaduto in altri uffici periferici, è stato chiuso nel 2018 per l’impossibilità a garantire il personale sul territorio. Oggi per tutte le operazioni e chiarimenti, i cittadini vestini devono raggiungere gli uffici pescaresi dell’Aca, con tutto il carico di complicazioni che lo spostamento comporta, soprattutto per le persone anziane. Lo stesso ufficio Inps è stato ridotto a mero sportello. Tutti servizi fondamentali per la comunità che a fatica cerca di ritrovare quel ruolo di centralità nell'area vestina. «Lo spopolamento è una logica conseguenza della crisi occupazionale che si vive nel nostro territorio e della perdita di servizi», commenta il consigliere comunale di Penne Ribelle, Gabriele Frisa. «Da quando Brioni è entrata in crisi a Penne non si è mai creata una vera alternativa lavorativa, soprattutto per i giovani. Lo stesso ospedale San Massimo, che ha perso negli anni servizi e personale, non è più quel bacino occupazionale che era un tempo. Gli amministratori locali, a differenza di quanto fatto negli ultimi dieci anni, ora sostengano i giovani, anche attraverso la completa realizzazione dell'area artigianale del Ponte Sant’Antonio. Sarebbe una bella idea anche che alcuni locali pubblici inutilizzati venissero usati come contenitori di idee. Penne, l’area vestina, è ricca di prodotti tipici, sarebbe bello se si riuscisse a creare un consorzio vestino», conclude Frisa.