Mille in acqua a difesa dei balneatori

Sulla spiaggia del Moro, flash mob dei bagnanti per dire no all’asta delle concessioni
PESCARA. La scritta “No Aste”, ben visibile dall’alto, è stata formata da circa mille bagnanti domenica, in riva al mare, in corrispondenza dello stabilimento “Il Moro”. Un flash mob organizzato dalla famiglia Tucci, proprietaria dello stesso lido, che ha visto la partecipazione di cittadini e turisti «pronti a dimostrare»,precisa Riccardo Padovano, presidente del Sindacato italiano balneatori Abruzzo, «cosa significa frequentare stabilimenti a conduzione famigliare, dove i servizi e l’attenzione nei confronti dei clienti rappresentano le caratteristiche che contraddistinguono le concessioni balneari del territorio. Il messaggio lanciato con il flash mob è chiaro: la lotta per la difesa degli stabilimenti è una battaglia che coinvolge tutti, affinché le concessioni non diventino solo un’asta, ma vengano considerate un patrimonio da preservare. All’indomani dell’azione dimostrativa del 9 agosto scorso», prosegue Padovano, «dal Governo sono giunte notizie su un nuovo possibile piano da sottoporre alla Commissione europea. Attendiamo risposte dal Governo: una norma da estendere a tutti i comuni d’Italia».
In attesa di tali indicazioni, la giunta Masci ha deliberato, il 20 agosto scorso, un atto di indirizzo per l’istituzione di un gruppo di lavoro intersettoriale che coordini le attività prodromiche all’avvio delle procedure a evidenza pubblica per l’assegnazione delle concessioni balneari. «In attesa della normativa nazionale, ma anche di quella regionale», spiega il sindaco Carlo Masci, « è necessario farsi trovare pronti, visto anche l’ultimo pronunciamento del Consiglio di Stato e al fine di non incorrere nelle violazioni delle disposizioni stabilite dalla direttiva europea. Come detto in altre occasioni, è nostra intenzione preservare le peculiarità e le tradizioni delle nostre imprese balneari, così come il rapporto di fiducia tra i bagnanti e gli imprenditori. Bisogna però capire come poter far convergere nella strutturazione delle gare quelle che saranno le indicazioni dettate dalla norma e le caratteristiche che, ormai da tempo, contraddistinguono le imprese del settore».
«Siamo in bilico», dice Ezio Tucci. «Attendiamo risoluzioni chiare e definitive dal Governo».
In realtà le concessioni sono scadute il 31 dicembre 2023, ma in relazione all’avvio della stagione balneare, il Consiglio di Stato aveva consentito la proroga tecnica fino al 31 dicembre 2024, in caso di evidenti difficoltà. Si attende dal Governo, come già ribadito dal Sib, una norma da estendere ai comuni.

