Mille tronchi accatastati, l’allarme: alla Pineta si rischia un altro rogo

13 Luglio 2024

PESCARA. I tronchi accatastati nell’area delle pineta dannunziana potrebbero provocare incendi, soprattutto con le elevate temperature del periodo in una città da bollino rosso. A lanciare l’allarme...

PESCARA. I tronchi accatastati nell’area delle pineta dannunziana potrebbero provocare incendi, soprattutto con le elevate temperature del periodo in una città da bollino rosso. A lanciare l’allarme sono i consiglieri comunali della lista Pettinari Sindaco Caterina Artese e Massimiliano Di Pillo, insieme con Domenico Pettinari, capogruppo consiliare e presidente del movimento Politico “Pettinari per l’Abruzzo”.
Ieri mattina sono andati sul posto, per spiegare nel dettaglio quali interventi andrebbero effettuati per proteggere la pineta. Anche questo, così come quello delle ronde per la sicurezza, è un argomento inserito nel programma elettorale a cui i consiglieri delle lista Pettinari Sindaco non intendono rinunciare. Lanciano un appello al sindaco Carlo Masci affinché ci sia una vigilanza dell’area e chiedono di effettuare un sopralluogo congiunto al più presto.
L’obiettivo, per Artese, è quello di proteggere la riserva, già fortemente danneggiata dall'incendio del 1° agosto 2021. «Attualmente il pericolo principale è quello che si possa innescare un altro incendio, a causa dell’enorme catasta di legna al confine dell’area protetta, tra due strade molto trafficate: via della Bonifica e via Ignazio Silone», spiega Artese. «Si tratta dei tronchi dei circa mille alberi bruciati nel rogo dell'estate 2021, che ha cancellato quasi 10 ettari dei 54 della Riserva, il 18 per cento». E spiega: «Abbiamo le tre condizioni del cosiddetto triangolo del fuoco, che preannuncia un incendio: moltissimo combustibile (legna secca e resinosa), ossigeno e la classica fonte d’innesco rappresentata dalla strada e dalla frequentazione umana non controllata».
In particolare, secondo quanto riferisce Artese, «le prescrizioni date da Alberitalia non sono state rispettate e le operazioni di esbosco sono state eseguite senza alcuna attenzione verso i semenzali di pino d’Aleppo, quindi ora l’ambiente è degradato».
Il gruppo consiliare chiede al primo cittadino di prendere dei provvedimenti per il rischio incendio e di effettuare insieme un sopralluogo.
«Ci auguriamo che il sindaco formalizzi, il prima possibile, il gruppo di lavoro di esperti come organo scientifico e consultivo della riserva e indichi una personalità competente, anche di sua fiducia, che funga da supervisore per le future operazioni nella pineta dannunziana, per preservare realmente la riserva, il nostro polmone verde».
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