Minacce al padre, il giudice lo caccia di casa
Nei guai un 53enne di Moscufo. E un 33enne senegalese finisce in cella perché perseguitava la sua ex
MOSCUFO
Minacce, offese gratuite e violenze nei confronti del padre. Per un uomo di settant'anni avere rapporti con il figlio era diventato un incubo, negli ultimi mesi. E lo è stato fino a ieri, quando il 53enne di Moscufo è stato allontanato dalla casa familiare e sottoposto al divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dal padre. Il provvedimento è del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pescara, alla luce delle indagini dei carabinieri della compagnia di Montesilvano, coordinati dal tenente Donato Agostinelli. I fatti sono recenti, risalgono al periodo tra maggio e agosto. E le indagini hanno preso il via dopo la denuncia della vittima, che non ne poteva più dei maltrattamenti subiti dal figlio. Gli accertamenti, affidati al personale di Loreto, agli ordini del maresciallo Francesco D'Orta, hanno permesso di raccogliere gli elementi a carico del 53enne P.G. e la decisione del gip è stata immediatamente successiva. Per un altro caso di violenza, cioè di atti persecutori (stalking), i carabinieri del Radiomobile di Montesilvano, diretti dal maresciallo maggiore Giuseppe Giancola, hanno arrestato e condotto in carcere un 33enne di origine senegalese che vive a Pescara. Era stato già sottoposto al divieto di avvicinamento alla sua ex compagna, una 25enne di Montesilvano, perché la perseguitava, ma ha continuato a infastidirla in maniera ossessiva: l'ha tempestata di telefonate e in una occasione l'ha aggredita in casa e le ha rubato la borsa, con denaro e sigarette, facendo scattare l'intervento dei carabinieri. Poi le indagini che hanno portato all'arresto e sono state «eseguite con attenzione e tempestività dai militari», fa notare Agostinelli sottolineando quanto sia «odioso» questo tipo di reati. . Flavia Buccilli

