Minacce con la pistola: inseguiti e arrestati

Tre giovani, respinti dalla discoteca, mostrano un’arma e fuggono in macchina per 20 chilometri. Speronata una pattuglia
PESCARA. È stato il divieto di entrare in discoteca a scatenare la furia di tre giovani che si sono ripresentanti armati nello stesso locale e poi, all’arrivo della polizia, sono fuggiti e si sono fatti inseguire a lungo, circa venti chilometri, fino a quando sono stati acciuffati e, due di loro, arrestati. Sono un 18enne e un 19enne di San Severo: alla guida dell’auto c’era il più grande che non ha la patente ma guida ugualmente e si è già fatto conoscere dalle forze di polizia per altri fatti.
Una notte di follia, cominciata al centro della città e finita in via Pian delle Mele, come ricostruito dalla polizia. Sono le 2.30 quando i tre giovani si presentano al Megà, in via Bologna. Vogliono entrare ma il servizio di sicurezza li blocca alla porta per cui provano a intrufolarsi da un’uscita posteriore e anche lì sono costretti a rinunciare per cui scoppia una discussione con gli addetti del locale. Non intendono rinunciare, per cui tentano una terza volta con sempre maggiore arroganza. Si presentano davanti al locale con una Fiat Idea grigia (intestata ad una società non coperta da assicurazione) che notano in molti perché l’arrivo è accompagnato da un plateale stridio di gomme e la ripartenza da una sgommata. Mentre si trovano davanti al Megà minacciano il personale della security di sparare e probabilmente hanno davvero a disposizione una pistola perché qualcuno racconterà, in un secondo momento, di aver visto una pistola, probabilmente.
Mentre cercano di farsi valere, arriva la polizia, allertata dagli addetti alla sicurezza del Megà che raccontano alla sala operativa delle minacce appena ricevute dai tre clienti muniti di pistola. I tre capiscono che è arrivato il momento di fuggire e ignorano l’alt della pattuglia. Si allontanano rischiando di speronare l’auto della squadra volante, ferma in mezzo alla strada con sirene e lampeggianti accesi. Presi dalla foga di sparire, si allontanano a folle velocità rischiando di investire i pedoni e di provocare incidenti. Imboccano contromano l’Asse attrezzato per lasciare il centro e la polizia non li perde di vista, gli sta dietro e chiede rinforzi. Il conducente della Fiat Idea non si arrende: preme sull’acceleratore e si dirige prima in direzione di Villanova di Cepagatti, vicino allo svincolo di Pescara Ovest, e poi punta in direzione di Pescara. A Spoltore, all’altezza di via Italia, i carabinieri arrivati in soccorso ai poliziotti raggiungono l’auto in fuga e cercano di bloccarla: il conducente della Fiat, per tutta risposta, cerca di speronare la pattuglia dell’Arma, senza però ferire gli occupanti.
Una volta rientrato in città il mezzo imbocca via Pian delle Mele e si ferma in un parcheggio condominiale. I tre occupanti scendono e si dirigono verso un cancello, per scavalcarlo. Uno dei tre ci riesce e sparisce nella notte, sfuggendo ai poliziotti, mentre gli altri due si nascondono sotto le auto: mossa inutile perché gli agenti li scovano e li bloccano. Cercano di liberarsi dalla presa, si oppongono al controllo. Ma devono arrendersi, i poliziotti non mollano la presa e li arrestano per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. Vengono accompagnati in questura e un po’ per volta vengono ricostruiti i fatti di cui si sono resi protagonisti.
Gli accertamenti della Volante, diretta da Paolo Robustelli, consentono di scoprire, tra l’altro, che il conducente della Fiat non ha la patente, e dovrà rispondere di questo e della mancata copertura assicurativa del veicolo. Tra le contestazioni anche quelle per aver ignorato l’alt e l’ingresso sull’Asse attrezzato contromano. Pericolosissimo, come la guida da folle per chilometri. Della pistola, nessuna traccia.

