Minaccia di buttarla dal balcone e poi la perseguita fino in spiaggia

13 Agosto 2020

Nei guai un 35enne di Montesilvano che terrorizzava l’ex compagna: non potrà più avvicinarsi a lei L’accusa: l’ha anche ricattata dicendo che avrebbe reso pubblici i video dei loro rapporti sessuali

FRANCAVILLA AL MARE. L’ha afferrata per un braccio spingendola sul balcone. «Dammi il cellulare o ti butto di sotto», l’ha terrorizzata. Poi le ha stretto le mani al collo finché non gli ha consegnato lo smartphone. Il giorno successivo, quando ha capito che lei lo avrebbe lasciato, l’ha seguita in spiaggia, minacciandola di morte: «O torni con me oppure qui spacco tutto, stasera ci dobbiamo incontrare sennò ti ammazzo, e uccido anche il titolare del lido». M.S., 35 anni di Montesilvano, non potrà più avvicinarsi all’ex compagna, una quarantenne di Francavilla al Mare: i carabinieri della tenente Maria Di Lena gli hanno notificato il provvedimento firmato dal giudice del tribunale di Chieti Andrea Di Berardino su richiesta del sostituto procuratore Lucia Anna Campo. Nei confronti dell’uomo, accusato di atti persecutori e violenza privata, è stato disposto anche il divieto di comunicare con la donna: non è autorizzato a farlo neanche tramite social network.
È lo scorso febbraio quando la vittima, che ha una figlia piccola nata da una precedente relazione, inizia una storia con l’indagato, già in passato finito nei guai per una sfilza di reati, tra cui lesioni, porto di armi e minaccia. Dopo un po’, però, decide di lasciarlo perché emerge subito il suo carattere possessivo. La reazione di M.S. è violenta: «Sei cosa mia, tu non mi puoi lasciare», ripete in più occasioni, «ti ammazzo perché io non ho nulla da perdere, faccio rimanere tua figlia senza madre». Non solo: minaccia di rendere pubblici i video dei loro rapporti sessuali. Dopo la sfuriata, lui le chiede scusa e giura che comportamenti simili non si ripeteranno più. All’inizio la donna accetta di continuare la storia. Finché, all’inizio di agosto, il 35enne torna a scatenarsi nel momento in cui, per motivi di gelosia (peraltro ingiustificati), chiede alla compagna di fargli vedere il telefono. Lei si rifiuta e la reazione dell’indagato è al solito violenta. È in questa circostanza che avviene l’episodio del balcone. Non contento, durante la ricerca del cellulare all’interno dell’appartamento, M.S. colpisce la donna alla testa. All’indomani, dopo averle telefonato, la raggiunge al mare. La vittima, spaventata, telefona al 112. Sul posto si precipitano i carabinieri di Francavilla. L’uomo la minaccia anche davanti ai militari dell’Arma, dicendo che gliel’avrebbe fatta pagare. Ma non è finita qui, perché lo stalker – dopo un paio d’ore – torna all’attacco. Si presenta a casa della ex e suona al citofono: «Aprimi», le intima, «sennò vengo sopra e faccio un macello». Dopo qualche secondo, il 35enne è già sul pianerottolo e minaccia di buttare giù la porta. La figlia della vittima, terrorizzata, scoppia a piangere. Solo quando capisce che la donna ha telefonato ancora una volta ai carabinieri, M.S. decide di allontanarsi. I militari dell’Arma, oltre a raccogliere la denuncia, ascoltano anche alcune amiche della quarantenne che hanno assistito agli episodi violenti: il loro racconto coincide con quello della vittima. Scatta così l’iter previsto dal Codice rosso, la nuova legge contro le violenze di genere che ha inasprito le sanzioni e accelerato le procedure per contrastare reati come maltrattamenti in famiglia, stalking e abusi sessuali. Dalla richiesta di applicare il divieto di avvicinamento all’ordinanza del giudice passa un solo giorno.