Minaccia il papà col fucile, già libero

SPOLTORE. La telefonata ai carabinieri è arrivata intorno alle 10 di lunedì mattina. Qualcuno con voce trafelata segnalava una persona armata nella zona di via Mare Adriatico e subito sono partite...
SPOLTORE. La telefonata ai carabinieri è arrivata intorno alle 10 di lunedì mattina. Qualcuno con voce trafelata segnalava una persona armata nella zona di via Mare Adriatico e subito sono partite due pattuglie coordinate dal tenente Antonio Di Dalmazi, comandante del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Pescara.
Una volta sul posto, sono stati gli stessi cittadini preoccupati dalle urla, a indicare ai carabinieri l’appartamento dove era in corso il dramma. Ma mai pensavano, i militari, che la lite armata fosse tra un padre e il figlio di 31 anni.
Ad aprirgli la porta di casa è stato, stravolto, proprio il genitore che alla vista dei militari ha subito consegnato il fucile da caccia carico, raccontando la lite con il figlio. Il quale, contemporaneamente, continuava a insultare e a minacciare di morte il padre brandendo, dopo il fucile, un bastone.
Dopo averlo riportato alla calma e disarmato di quel bastone, i carabinieri a quel punto lo hanno arrestato con le accuse di porto abusivo di armi, minaccia aggravata e furto, visto che il fucile era di proprietà del padre.
Ma una volta arrestato per quella violenta aggressione nei confronti del padre, il giovane è stato messo agli arresti domiciliari in un appartamento a un passo da quello del papà. E ieri, dopo l’udienza di convalida, il giovane è tornato libero, libero come se non fosse successo niente perché il giudice non ha convalidato l’arresto eseguito dai carabinieri della compagnia di Pescara.
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