Minaccia la ex di fronte alle figlie Nuova condanna per un pescarese

PESCARA. I giudici della Corte d'Appello dell'Aquila confermano la condanna a un anno e 4 mesi di reclusione inflitta dai giudici pescaresi a un pescarese di 51 anni che aveva terrorizzato la ex...
PESCARA. I giudici della Corte d'Appello dell'Aquila confermano la condanna a un anno e 4 mesi di reclusione inflitta dai giudici pescaresi a un pescarese di 51 anni che aveva terrorizzato la ex compagna e le sue figlie.
L’imputato seguiva la parte offesa per strada con la sua auto nonostante avesse ricevuto una misura cautelare di divieto di avvicinamento; la minacciava con gesti eloquenti come quello della croce, rivolgendo le stesse minacce anche al padre della donna e alla presenza delle figlie minori, come viene riportato nel capo di imputazione. Dalla relazione con la ex compagna (che aveva due figlie da una precedente relazione) era nata una figlia che era diventata l'occasione per continuare a minacciare la ex. Faceva alla piccola numerose telefonate che la bimba ascoltava in viva voce alla presenza della madre, con le quali continuava a minacciare la ex: «Dì alla mamma che papà sta tornando, dì alla mamma che papà sta venendo a prenderla, dì alla mamma che papà non si scorda di lei, sta parlando troppo per i miei gusti».
Telefonate che l'imputato effettuava alla figlia «per veicolare», come scrive il primo giudice pescarese, «quotidianamente: messaggi minatori nei confronti della ex compagna».
E poi una serie di “agguati” fuori dal supermercato o per strada, anche alla presenza del padre della ex che l'accompagnava per evitare contatti tra i due.
Nella sentenza di primo grado, il giudice monocratico che lo aveva condannato scriveva: «Dettagliatamente esaminate le deposizioni dei testi escussi, deve rilevarsi come la versione dei fatti offerta dall’accusa e corroborata dalle dichiarazioni dei testi esaminati in dibattimento sia da ritenere provata». I fatti riportati nel capo di imputazione risalgono all’aprile del 2020 e la condanna di primo grado è del 2022, ma ci sono altre contestazioni a carico dello stesso imputato (difeso dall'avvocato Ugo Di Silvestre mentre la parte civile è rappresentata dal collega Massimo Galasso) che fanno parte di un altro procedimento, questa volta per maltrattamenti in famiglia (sempre ai danni della ex compagna) che si trova ancora nella fase dibattimentale davanti al collegio pescarese, nonostante i fatti siano antecedenti a questa condanna in appello. In primo grado il giudice aveva condannato l'imputato anche al risarcimento dei danni.

