Molotov per il pizzo I carabinieri: caso isolato
PESCARA. Non parlano i due pescaresi di 22 e 21 anni arrestati dai carabinieri del reparto operativo diretto dal capitano Massimiliano Di Pietro per la presunta...
PESCARA. Non parlano i due pescaresi di 22 e 21 anni arrestati dai carabinieri del reparto operativo diretto dal capitano Massimiliano Di Pietro per la presunta estorsione ai danni del titolare del negozio di elettrodomestici Cicoria, in piazza Pierangeli. Nell’interrogatorio di garanzia di ieri, davanti al gip Mariacarla Sacco e al pm Giuseppe Bellelli, assistiti dai loro legali, Melania Navelli e Amelia Cinanni entrambi si sono infatti avvalsi della facoltà di non rispondere mentre i difensori si preparano al ricorso al Tribunale della libertà. Intanto, però, vanno avanti le indagini dei carabinieri per capire con certezza se alla base di quella bottiglia molotov piazzata davanti allo storico negozio, con la richiesta di 5mila euro al mese, ci sia davvero la richiesta del pizzo oppure qualche altro movente.
Al vaglio degli inquirenti ci sono anche i due episodi di gennaio di cui lo stesso commerciante è rimasto vittima con il danneggiamento della vetrina e il furto delle chiavi: non è escluso che fossero avvertimenti prima dell’ultima pesante minaccia.
Ma gli investigatori stanno lavorando anche sul fronte pugliese, e in particolare sull’sms con cui i due avrebbero chiesto per interposta persona a un personaggio della malavita foggiana «tre bombe alla crema», per l’accusa ordigni per passare alle vie di fatto dopo le minacce.
Intanto, però, il comandante provinciale Paolo Piccinelli ridimensiona il fenomeno: «Qualunque sia il movente, lo riteniamo un fatto isolato. Non abbiamo avuto denunce da parte di altri negozianti, aspettiamo che la gente metabolizzi il fatto e, nel caso, venga a denunciare: come dimostrano gli ultimi arresti fatti da noi e dalla polizia, gli episodi denunciati vengono investigati e risolti in breve tempo». Quanto al caso di Cicoria, il comandante conclude: «Comunque si tratta di un tentativo maldestro, anche se continuiamo a lavorare sui contatti foggiani dei due». (s.d.l.)
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