Monopattini, incidenti in aumento E i cittadini invocano più regole

Pescaresi e turisti lungo la riviera: «Corrono, li guidano in piena anarchia: sono pericolosissimi» Il primario del reparto Maxillo-facciale: «Tante cadute, dall’inizio dell’anno operati già 40 giovani»
PESCARA. Terrore da monopattino. Lo vedi stampato sui volti di chi passeggia per strada e si ritrova all’improvviso a indietreggiare per timore di essere centrato in pieno dalle due ruote che sfrecciano ad alta velocità sulle piste ciclabili, sull’asfalto, sui marciapiedi. E non basta che siano larghi sul lungomare di Pescara. I cittadini hanno paura e chiedono regole per la sicurezza, soprattutto dei pedoni, e assicurazioni per tutelare chi viene tamponato o rimane vittima di un incidente. E dall’ospedale arrivano numeri da capogiro: 40 persone, in prevalenza giovanissimi, operate nel corso dell’anno, per le fratture, conseguenza delle cadute, associata ad un 30% di alcool e droghe.
Ormai sono all’ordine del giorno gli incidenti contro auto o pedoni, gli scontri frontali tra i veicoli a due o più ruote, come l’ultimo accaduto lungo la riviera nord, la sera di Ferragosto, tra un 58enne di Pescara e una ragazza di Ortucchio. La 25enne ha avuto la peggio. Ricoverata al reparto Maxillo-facciale dell’ospedale, la giovane ha riportato escoriazioni sul volto, probabilmente causate dallo sfregamento del viso contro l’asfalto e una frattura dell’orbita che dovrà essere ricostruita. Sarà operata dall’équipe del primario, Giuliano Ascani che snocciola i numeri da record: «Quaranta persone, dall’inizio dell’anno, hanno subìto un intervento chirurgico a cause delle fratture riportate su viso, mandibole, zona orbitale, naso, mascella, ossa della faccia. Traumi da caduta col monopattino che spesso diventano traumi cerebrali e un 30% di traumi associati ad alcool e droghe» a rischio vita per le vittime. Ieri la 25enne ricoverata, di origine straniera, è stata sottoposta a Tac di controllo, il cui esito deciderà la tempestività dell’intervento chirurgico ricostruttivo dell’orbita, previsto tra oggi e domani. Il 5 agosto scorso, una 72enne è stata investita da un monopattino, sempre lungo la riviera. Ma ogni giorno il pronto soccorso dell’ospedale è affollato di giovani che arrivano con mani, gambe, polsi e braccia fratturati dopo un giro in monopattino. Mezzi che cominciano a far paura con l’aumentare della loro circolazione nel traffico cittadino.
Riccardo e Giovanna, turisti arrivati da Milano e Latina, si fanno un selfie davanti alla Nave di Cascella. Un minuto prima sono stati «quasi investiti» da un uomo che «sfrecciava in monopattino» sul marciapiede del lungomare di fronte a piazza I° Maggio, «con il figlioletto a bordo e alcuni bagagli». «Io li eliminerei tutti i monopattini, sono pericolosissimi» alza le braccia, inorridita, la signora. «Ci vuole buon senso alla guida», sottolinea il turista milanese, «altrimenti è anarchia, è necessario fare attenzione e rispettare le regole» del codice della strada, ma anche quelle della ragionevolezza.
Il piccolo Alessandro, 8 anni, sfugge al controllo di papà Guido Remollino e salta su uno dei tanti monopattini fermi, bloccati e in fila, nei paraggi della Nave.
«Per i minori ci vorrebbe il patentino», suggerisce il turista milanese che ogni anno torna in vacanza a Pescara con la famiglia, «e i mezzi dovrebbero essere assicurati. Io sono stato tamponato il giorno di Ferragosto. Un monopattino con un ragazzo alla guida mi è venuto addosso, schiantandosi contro la parte posteriore dell’auto. Ero con la mia famiglia in macchina. Che fare in quei casi? Non ci sono assicurazioni con cui essere ripagati».
È il problema su cui hanno posto l’attenzione Gianluca Giovine e Silvia De Petris, provenienti da Teramo. Ieri a passeggio sul lungomare hanno rischiato di essere investiti da un monopattino che andava a velocità sostenuta. Hanno indietreggiato un attimo per non essere centrati mentre attraversavano un tratto di pista ciclabile in centro: «Corrono, fanno paura. Sono pericolosi. Ci vorrebbero più regole, i mezzi dovrebbero essere assicurati come qualunque veicolo», affermano, «e chi li guida dovrebbe indossare casco e cintura di sicurezza, come a Barcellona, in Spagna. Di chi è la responsabilità se questi mezzi investono un pedone o un’auto?».
Paola Lembo, pescarese, rimarca: «Sì, mi fanno paura. Sono mezzi utili per gli spostamenti, ma troppo veloci. Per fortuna che i trasgressori vengono multati dalla polizia municipale. Ho visto i vigili sanzionare due ragazze occupare un solo monopattino».

