Montesilvano, auto incendiata in strada: si segue la pista passionale

11 Gennaio 2016

Incendio in via Rasetti: la tanica abbandonata vicino alla carcassa. Distrutti una Smart e un cassonetto per i rifiuti, danneggiata una Ford Ka parcheggiata vicino

MONTESILVANO. Una tanica contenente benzina. È questa la prova che il rogo avvenuto ieri a Montesilvano, tra via Rasetti e via Pellico, è di origine dolosa.

L'incendio ha distrutto una Smart, parcheggiata in strada, e ha interessato anche un cassonetto dei rifiuti, che era posizionato dietro alla Smart, e una Ford Ka, che si trovava davanti al veicolo divorato dalle fiamme. L'allarme è scattato alle 6.15 circa, quando i vigili del fuoco di Pescara e quelli del distaccamento di Montesilvano sono intervenuti per spegnere le fiamme che hanno avvolto il veicolo, di cui è rimasto praticamente solo lo scheletro, inutilizzabile. I pompieri sono riusciti a salvare, invece, il veicolo che era parcheggiato a pochi centimetri, la Ford Ka, evitando che le fiamme raggiungessero sia quello che altri mezzi parcheggiati lungo la via e che, nel giro di poco, avrebbero potuto prendere fuoco.

I carabinieri, coordinati dal capitano Vincenzo Falce, si stanno invece occupando delle indagini e puntano a capire se si sia trattato di un atto vandalico o se invece qualcuno ce l'avesse con il proprietario dell'auto, o forse con chi ha utilizzato il veicolo nelle ore precedenti l'incendio.

Tra le ipotesi prese in considerazione c’è anche quella di un episodio a sfondo sentimentale, se non passionale, ma il quadro è ancora tutto da comporre per capire che questa pista sia fondata o no e se le intuizioni di ieri mattina hanno effettivamente un fondamento.

L'attività dei militari dell'Arma procede a 360 gradi e nelle ore immediatamente successive al rogo sono state ascoltate diverse persone, tra cui una donna che vive a poca distanza dal punto dell’incendio, per tentare di fare luce sul movente del rogo e arrivare, di conseguenza, all'autore o agli autori del rogo, che non si sono preoccupati di far sparire da via Rasetti una traccia evidente del loro passaggio, cioè la tanica di benzina usata per distruggere la Smart.

Sembra che il liquido sia stato versato sul veicolo, dopodiché la tanica è stata lasciata a pochi centimetri di distanza, prima di appiccare il rogo, come a lasciare la firma del dolo. Nel corso degli interrogatori gli investigatori hanno cercato anche di ricostruire i movimenti dell’altra notte delle persone coinvolte, direttamente o indirettamente, in questo episodio, a partire dalla donna per finire con di chi guidava la Smart. L’obiettivo è capire cosa sia accaduto prima dell'incendio e se sia avvenuto qualcosa di strano che può aver urtato la sensibilità di qualcuno.

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