Montesilvano, corpo trovato in ascensore: la testimonianza del vicino: "Quella donna mi ha detto c'è un signore che sta male"

8 Settembre 2014

Il testimone chiave vive nello stesso stabile della 33enne nigeriana arrestata: "Lei mi ha chiamato e mi ha fatto vedere il corpo nell’ascensore. L’ha toccato ma era già morto"

MONTESILVANO. «Mi ero appena svegliato dal riposo pomeridiano quando ho incrociato per le scale, intorno alle 15.30, la donna nigeriana che mi ha detto: “C’è un signore che si sta sentendo male”». Al secondo piano della palazzina di via Cerrano a Montesilvano abita Fernando Pardi, l’uomo che insieme alla nigeriana Happy Ayegbeni di 33 anni – in stato di fermo con l’accusa di omicidio preterintenzionale – si è recato poi di fronte al piano terra dove c’era l’ascensore con il corpo rannicchiato di Donato Pangiarella, 74 anni, dirigente di una squadra di calcio di Spoltore. «Ho seguito la donna», riprende Pardi, «e ho visto quel corpo: la nigeriana ha toccato un braccio dell’uomo ma lui non si è mosso. Era morto».

A quel punto, è scattato l’allarme e sul posto sono arrivati la Croce Rossa, il 118 e i carabinieri. Sia l’ascensore che la casa della nigeriana al quarto piano sono stati posti sotto sequestro dal pm Giampiero Di Florio che ha coordinato le indagini dei carabinieri mentre stamattina arriveranno i carabinieri del Ris all’interno della casa. Il Reparto investigazioni scientifiche dovrà fare vari rilievi all’interno della casa tra cui capire il percorso fatto dall’uomo fino all’ascensore .

La donna nigeriana, che ieri è stata portata nella sezione femminile del carcere di Chieti, avrebbe raccontato ai carabinieri del Nucleo investigativo di Pescara e della compagnia di Montesilvano di aver pulito il sangue rimasto a terra nella sua casa dopo che il pensionato ha sbattuto la testa a un mobiletto riportando un taglio alla tempia sinistra. Così, i militari attraverso le apparecchiature, dovranno risalire a quelle tracce di sangue che sarebbero state cancellate dalla donna.

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Nel frattempo, quel corpo rannicchiato al piano terra all’interno dell’ascensore, ha richiamato gli inquilini della palazzina di quattro piani che si trova in una traversa di corso Umberto a Montesilvano. Una zona tranquilla dove abitano varie famiglie e dove, da un paio di mesi, era arrivata anche la nigeriana che viveva al quarto piano insieme ad altre due persone. La donna è un ambulante ed è arrivata in Italia nel 2006 fermandosi prima a Ferrara e, poi, quindi spostandosi a Montesilvano. Il suo permesso di soggiorno era scaduto proprio a giugno ma la 33enne nigeriana aveva già fatto richiesta per rinnovarlo. La donna, ieri, è stata assistita da un avvocato d’ufficio e da un interprete.

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