Montesilvano, sarà trasferita la maestra contestata alla Di Blasio

26 Febbraio 2016

La protesta delle mamme per i bambini maltrattati: gli ispettori pronti ad assegnare un altro incarico alla docente

MONTESILVANO. Hanno vinto le mamme. Da oggi, la maestra “cattiva” sarà sostituita con un’altra docente e i 46 bambini della scuola elementare Fanny Di Blasio, in piazza Diaz, potranno rientrare in classe a orario pieno: l’insegnante contestata non sarà in aula ad accoglierli. È questa la rassicurazione della vice preside Ornella Benedetto, arrivata telefonicamente intorno alle 15,30 di ieri, a una rappresentante delle mamme in lotta per chiedere il trasferimento dell’insegnante accusata di maltrattamenti ai figli.

«Siamo dispiaciute umanamente per la maestra che non sta bene», commentano le mamme, «ma molto felici perché aspettavamo questo giorno da troppo tempo ed è un riscatto anche per le mamme del passato. I nostri figli hanno sofferto tanto durante questi mesi in cui hanno subito vessazioni psicologiche di ogni sorta e, per la loro serenità fisica e mentale, avevamo il dovere di lottare. Per ora, si parla di sostituzione, forse temporanea, in realtà non sappiamo ancora se sarà davvero trasferita ad altre mansioni, come noi abbiamo sempre chiesto. Verificheremo se ci hanno detto la verità o se si tratta di una maniera elegante per tenerci buone».

Ieri, infatti, la vicenda si è tinta di giallo per qualche ora. La notizia circolava già dalla tarda mattinata, ma per diverse ore le mamme sono rimaste col fiato sospeso a causa di un «rimpallo di informazioni non chiare tra il preside e l’ispettore che ha ascoltato le nostre istanze». Intorno alle 11 è intercorsa una telefonata tra la portavoce del gruppo e l’ispettore dell’ufficio scolastico regionale arrivato dall’Aquila per ascoltare le ragioni delle mamme, il cui incontro si è svolto mercoledi mattina nell’aula magna della Troiano Delfico, sede degli uffici del preside Nino Traini che su questa vicenda non ha mai voluto rilasciare dichiarazioni ufficiali. A detta del dirigente scolastico, il suo impegno, insieme a quello del deputato M5S Gianluca Vacca, del sindaco Francesco Maragno, dell’assessore all’Istruzione Maria Rosaria Parlione, è stato quello di sollecitare una tempestiva ispezione scolastica. Arrivata a sei giorni dall’avvio della protesta eclatante delle madri, dopo che per mesi avevano contestato in sordina con raccolte di firme ed esposti ai carabinieri. «Ieri», racconta la rappresentante delle famiglie, «l’ispettore ci ha subito ridato speranza: riportate i figli a scuola, ci ha detto, perché la maestra domani non ci sarà. Non ci potevo credere. Ho chiamato subito il preside per avere conferma, ma è arrivata la doccia fredda: non sapeva nulla di questa decisione dell’ispettore e la sua intenzione era solo quella di ampliare le ore (da 7 a 22) di affiancamento della maestra con altra docente. Gli ho risposto che questa decisione, per noi era solo una presa in giro. In questo modo la docente, di ruolo, avrebbe dovuto lavorare con una insegnante di grado subordinato, ma lei restava sempre a contatto con i bimbi, quindi non cambiava nulla. Una soluzione inaccettabile, per noi che abbiamo sempre chiesto il trasferimento della maestra ad altra mansione perché non la vediamo in grado di gestire una classe. Ieri anche i miei figli, hanno visto la maestra seduta su uno sgabello, in un angoletto dell’aula, in stato catatonico. È rimasta immobile per ore, in silenzio, a guardare il muro. Se a ciò aggiungiamo che la maestra dorme regolarmente in classe durante le lezioni e che quando è sveglia terrorizza i bambini con grida e umiliazioni ingiustificate, ecco che la nostra richiesta assume una valenza da non sottovalutare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA