Montesilvano, svuota le case mentre gli anziani sono in chiesa

5 Maggio 2015

I carabinieri arrestano una giovane rom che “studiava” le vittime a messa e poi metteva a segno i colpi nelle abitazioni: spariti 10 mila euro di soldi e gioielli

MONTESILVANO. Individuava le proprie vittime in chiesa e poi approfittava della loro partecipazione alle funzioni religiose per svaligiare le rispettive abitazioni. Per questa ragione una 32enne nomade, Lela Radulovic, è stata arrestata ieri mattina, con l’accusa di furto aggravato in abitazione, dai carabinieri del nucleo investigativo, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Pescara Michela Di Fine, su richiesta del pm Silvia Santoro.

La donna, domiciliata in un campo nomadi di Cisterna (Latina) e rintracciata dalle forze dell’ordine di Pescara in collaborazione con i carabinieri della stazione di Borgo Podgora (Latina), è ritenuta responsabile di due furti messi a segno in altrettanti appartamenti di Montesilvano per un bottino complessivo, fra gioielli e denaro, di circa 10 mila euro.

Entrambi i colpi - attribuiti dagli inquirenti alla 32enne in collaborazione con altri componenti di un gruppo di etnia rom dedito al malaffare - sono stati compiuti proprio in concomitanza con le funzioni religiose alle quali i proprietari delle abitazioni avevano partecipato. Ed è proprio attraverso l’analisi dei movimenti dei vari componenti del gruppo e della loro assidua presenza nelle vicinanze dei luoghi di culto, che gli inquirenti sono riusciti a rintracciare la donna, avvalendosi anche di alcune testimonianze delle vittime e delle tracce rilevate durante i sopralluoghi nelle abitazioni svaligiate a Montesilvano. Secondo le forze dell’ordine, infatti, la donna avrebbe agito utilizzando sempre lo stesso modus operandi, probabilmente attuato anche dagli altri componenti del gruppo rom residente a Latina e ancora da identificare. Stazionando di frequente davanti la chiesa della zona presa di mira, la 32enne avrebbe avuto la possibilità di studiare gli spostamenti delle persone che frequentavano la parrocchia e, probabilmente con la collaborazione di altri malviventi, di poter individuare le abitazioni delle vittime, provvedendo poi a saccheggiarle durante lo svolgimento delle funzioni religiose. Questa, infatti, sarebbe la dinamica dei due furti montesilvanesi. L’arresto della malvivente si inserisce all’interno di una attività di prevenzione e contrasto ai furti in abitazione, condotta quotidianamente dai vari reparti dell’Arma nella provincia di Pescara, anche grazie alla collaborazione della cittadinanza che in questo caso ha fornito validi elementi utili all’individuazione della nomade e dei suoi complici tuttora in fase di identificazione.

Proprio per agevolare i possibili sviluppi investigativi, il comandante provinciale dei carabinieri Paolo Piccinelli lancia un appello alla cittadinanza affinché non esiti a contattare il comando provinciale qualora abbia modo di ritenere che la donna sia responsabile di analoghi furti in abitazione o sia stata notata in circostanze sospette.

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