Morra-D’Alberto al 2° turno Rocchetti e Di Dalmazio fuori

Il candidato di Alleanza civica e Pd prevale nello sprint notturno a tre, il 24 il ballottaggio L’aspirante sindaco del centrodestra incassa quasi il 4% in meno rispetto alla coalizione
TERAMO. Il testa a testa per il secondo posto al ballottaggio tra i candidati sindaco premia Gianguido D’Alberto. Nella nottata dello spoglio elettorale l’aspirante sindaco di alleanza civica e Pd la spunta sul grillino Cristiano Rocchetti e sul consigliere regionale Mauro Di Dalmazio, in corsa con “Al centro per Teramo” e “Azione politica”. Sarà lui, dunque, ad affrontare il candidato del centrodestra Giandonato Morra nella sfida decisiva fissata per il 24 giugno. Il primo dei sette concorrenti per la fascia tricolore è rimasto saldamente in testa durante tutto lo scrutinio protrattosi fino alla tarda mattinata di ieri.
Le percentuali di Morra, partite ben al di sopra del 40%, nel corso della notte si sono assottigliate fino al definitivo 34,63%, corrispondente a 10.638 voti sui 31.557 validi. Alle sue spalle nella prima parte dello spoglio è infuriata la battaglia tra D’Alberto, Rocchetti e Di Dalmazio. Con il passare delle ore e l’afflusso dei dati dagli 80 seggi il risultato dell’aspirante sindaco di alleanza civica e Pd è progressivamente migliorato, cristallizzandosi al 21,13% finale, con 6.492 voti. Il trend è stato in leggero ma costante calo per Di Dalmazio che ha chiuso all’11,5%, con 3.532 consensi. È rimasto stabile per quasi tutto lo scrutinio il risultato di Rocchetti: ha ottenuto il 13,24%, pari a 5.063 voti. Nella notte sono cresciute anche le percentuali di Giovanni Cavallari di “Bella Teramo” e Alberto Covelli di “Popolari con Teramo” e “Abruzzo insieme”. Entrambi sono rimasti sempre lontani dalla soglia ballottaggio, ma sono arrivati a fine corsa con percentuali migliori rispetto a quelle di inizio spoglio. Cavallari si è avvicinato a Di Dalmazio con il 10,24% e 3.146 voti, mentre Covelli ha incassato il 5,14%, per 1.580 consensi personali, che gli garantirà comunque un posto nel prossimo consiglio. Mai n in partita Paola Cardelli, chiamata a una sfida quasi impossibile con “Sinistra per Teramo”, che si è fermata allo 088%. Qualche scostamento si registra nel rapporto tra le percentuali dei candidati sindaco e quelle delle liste o delle coalizione ad essi collegate. I dati migliori in questo caso sono per Rocchetti, che supera del 3% il risultato complessivo degli aspiranti consiglieri pentastellati, e per Cavallari, con quasi il 2% in più rispetto alla sua “Bella Teramo”. Leggeri scarti in diminuzione sono stati fatti registrare da D’Alberto, Di Dalmazio e Covelli, le cui liste hanno superato i candidati sindaco di qualche decimale. Al contrario, invece, Cardelli ha ottenuto una manciata di voti in più rispetto a “Sinistra per Teramo”. Il dato più significativo in difetto, però, è quello relativo a Morra, che perde quasi il 4% in confronto alla coalizione di centrodestra. Ai penstallati va il primato tra le liste con il 13,24%. Seconda si piazza Futuro in al 10,96 che, nonostante il calo di circa sei punti rispetto al 2014, si conferma la più votata tra i due schieramenti tradizionali. A seguire Forza Italia con l’8,86%, che pure segna un leggero incremento rispetto al precedente 7,54%, e “Bella Teramo” all’8,74%, lista esordiente ma prima nell’area di centrosinistra. In crescita “Al centro per Teramo” che dal 6.85% del 2014 passa all’8,49%. Dimezza il proprio patrimonio elettorale invece il Pd: dal 16,55% di quattro anni fa, infatti, non supera l’8,63%. Una parte dei suoi voti sono stati drenati da “Insieme possiamo”, attestata al 7,75% al primo test elettorale. La Lega esordisce nelle competizioni per il Comune con il 6,1%, mentre Fratelli d’Italia trainata da Morra arriva al 7%, anche lei senza precedenti partecipazioni elettorali a questo livello.
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