Morta a 77 anni dopo l’antibiotico Aperta l’inchiesta

17 Aprile 2015

Francavilla: fascicolo per omicidio colposo, nessun indagato Il 118 ai familiari: nessun ritardo, sul posto in dieci minuti

FRANCAVILLA. Dopo l’esposto dei familiari di Antonietta Di Giulio, morta a 77 anni al pronto soccorso dell’ospedale di Chieti dove è stata trasportata mercoledì pomeriggio dal 118 in seguito a un grave malore successivo a un’iniezione di antibiotico, la Procura di Chieti, con il sostituto procuratore Giuseppe Falasca (nella foto) ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti. Il passo successivo sarà ora l’autopsia che il pm disporrà per chiarire com’è morta la donna. Da una parte c’è infatti la repentina reazione della donna all’iniezione di Rocefin che la donna aveva peraltro già assunto un mese prima, e dall’altra la denuncia che la figlia Anna Lisa Verna ha affidato per conto della famiglia al posto fisso di polizia dell’ospedale di Chieti subito dopo la tragedia sostenendo che i soccorsi erano arrivati in ritardo all’abitazione di via Aventino, dove intorno alle 14,30 di mercoledì il quadro clinico della congiunta è andato aggravandosi fino a un primo arresto cardio circolatorio. Tre quarti d’ora di attesa dalle 14,30 alle 15,15, sostengono i familiari attraverso il loro avvocato. Tre quarti d’ora in cui dal telefono di casa la famiglia avrebbe sollecitato almeno cinque volte l’arrivo di un’ambulanza anche da Pescara. Una ricostruzione che però non coincide con i tabulati delle telefonate registrate dalle centrali operative del 118 di Pescara e Chieti. Come riferisce il primario del 118 della Asl di Chieti, Dante Ranalletta, che prima di ogni cosa tiene a offrire la propria solidarietà alla famiglia («siamo tutti dispiaciuti per quanto accaduto»): «Il ritardo di cui ci accusano non corrisponde a quanto avvenuto mercoledì, è tutto documentato». E leggendo dai tabulati delle telefonate registrate, il responsabile dell’emergenza ricostruisce quei drammatici momenti. «La richiesta di soccorso è arrivato alle 14,30. La centrale di Pescara ci ha messo in comunicazione diretta con la richiesta di intervento. Il tempo di constatare che le ambulanze medicalizzate di Francavilla e Ortona erano impegnate su altri interventi e siamo partiti da Chieti. L’ambulanza è arrivata sul posto alle 14,40. La paziente è stata intubata e trattata farmacologicamente. È arrivata viva al pronto soccorso di Chieti. Il nostro equipaggio ha lavorato in maniera corretta e con una tempistica giusta». Quanto al 118 di Pescara, che al momento della tragedia aveva l’ambulanza medicalizzata impegnata su un’altra emergenza, questa è la tempistica fornita dalla centrale: «Alle 14,33 ci ha contattati Chieti, e alle 14,42 siamo arrivati sul posto con i volontari quando c’era già un’altra ambulanza».

(s.d.l.)

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