Morto sul lavoro, parte l’inchiesta E sulla sicurezza ora è polemica

4 Dicembre 2023

La caduta del 55enne dal tetto di un condominio in ristrutturazione, la polizia indaga sulle cause D’Intino (Ance): tragedia annunciata per le scadenze del Superbonus. Foschi (Ugl): agisca il prefetto

PESCARA. La morte sul lavoro dell’operaio edile di 55 anni Ezio Montanaro in un condominio in ristrutturazione in via Monte Sirente, a Pescara, riapre la polemica sul rispetto delle norme di sicurezza sui cantieri e, soprattutto, sulla corsa contro il tempo che stanno affrontando le imprese per completare gli interventi entro il 31 dicembre e non perdere i fondi del Superbonus 110%. In attesa che l’inchiesta aperta dalla Procura faccia luce sui particolari dell’ultima morte bianca e sulle eventuali responsabilità penali (l’area della palazzina all’altezza dei civici 13/15 da sabato mattina è stata sequestrata dalla polizia) è il dibattito sulla sicurezza a tenere banco il giorno dopo la tragedia.
Ezio Montanaro, 55 anni, è precipitato sabato mattina da un’impalcatura sul tetto dell’edificio, mentre era in servizio con l’impresa Di Giovanni e Di Giovanni nonostante le forti raffiche di vento. Il presidente dell’Ance Abruzzo Antonio D’Intino nel ricordare che, in caso di maltempo, le giornate lavorative perse sono coperte dalla cassa integrazione, si lascia andare a un’amara riflessione. Nell’esprimere le condoglianze dell’associazione dei costruttori edili alla famiglia della giovane vittima, D’Intino parla di «tragedia annunciata» e si dice «profondamente addolorato» anche perché il fatto «si è verificato in un cantiere di Superbonus: uno di quelli che sta lavorando sotto pressione in vista della scadenza del 31 dicembre, data da non superare per non perdere l’agevolazione con la massima aliquota al 110 per cento». «Si tratta di cantieri», prosegue, «che hanno subito rallentamenti e sospensioni a causa delle innumerevoli giravolte normative e, soprattutto, del problema irrisolto dell’incaglio dei crediti: ostacoli a non finire che sono stati caricati tutti sulle spalle delle imprese, oltre che sui cittadini». «Le imprese e i lavoratori sono stati lasciati da soli», insiste il presidente dell’Ance, «stretti da vincoli infernali che mettono alla prova la capacità realizzativa e, nei fatti, compromettono la sicurezza. Non possiamo assistere in silenzio a questa tragedia: dobbiamo avere il coraggio di leggere in questa immane disgrazia anche una colpa da parte di coloro che ai massimi livelli hanno sottovalutato il rischio o, piuttosto, lo hanno completamente scaricato. Non è possibile fare finta di niente e dormire sonni tranquilli». Quindi l’appello al Governo affinché disciplini «la tempistica della fine lavori in corso, in modo tale da non alimentare ulteriori rischi nei cantieri e consentire di lavorare nel rispetto dei criteri di salute e sicurezza, come merita un Paese civile».
Sabato anche Armando Foschi, segretario provinciale Ugl, aveva chiesto la convocazione di un tavolo prefettizio per predisporre misure utili a scongiurare le morti bianche. «Pescara rischia di chiudere nel modo peggiore il 2023 con un record drammatico per decessi sui luoghi di lavoro», ha ricordato Foschi, «saranno ovviamente gli organi inquirenti a fare luce sul singolo incidente, ma è nostro dovere porci delle domande chiare sull’adozione delle misure di sicurezza in tutti i cantieri, sulla presenza di controlli costanti da parte degli organi competenti che garantiscano l’opportuna vigilanza ed eventualmente anche la sanzione di quei cantieri che non risultano congrui e idonei».
Oggi, intanto, con tutta probabilità si conoscerà se e quando sarà effettuata l’autopsia. Solo al termine degli accertamenti la salma potrà essere restituita alla famiglia dell’operaio, residente a San Silvestro, per i funerali.