Morto tre mesi dopo la rapina: l’anziano è stato ucciso di botte

22 Giugno 2024

La prima ipotesi emersa dall’autopsia: c’è nesso causale tra il decesso e l’aggressione del 16 marzo Ora i responsabili dell’assalto rischiano di essere incriminati per omicidio volontario aggravato 

ELICE. Rocco Lupinetti, massacrato di botte e rapinato tre mesi fa nella sua casa di Elice, è morto per le conseguenze di quella brutale aggressione. È la prima ipotesi emersa dall’autopsia eseguita ieri, all’obitorio dell’ospedale di Chieti, dal medico legale Cristian D’Ovidio, su incarico del sostituto procuratore della Repubblica di Pescara Gabriella De Lucia.
S’INDAGA PER OMICIDIO
Se le risultanze iniziali venissero confermate, dunque, gli autori dell’assalto dello scorso 16 marzo – almeno tre – rischierebbero di essere incriminati di omicidio volontario aggravato nei confronti dell’ottantacinquenne, preso a pugni senza pietà pur di arraffare poche decine di euro. Un’accusa da ergastolo. A dare la caccia ai rapinatori diventati assassini, probabilmente originari dell’Est Europa, sono i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Montesilvano e della stazione di Città Sant’Angelo, competenti per territorio.
L’AUTOPSIA
L’esame autoptico è durato all’incirca quattro ore. La causa del decesso è stata individuata in un’insufficienza multiorgano. E dalle prime evidenze sussiste un nesso causale tra la morte e il pestaggio avvenuto nell’abitazione di contrada Colle d’Odio. Ora il professor D’Ovidio dovrà anche analizzare le cartelle cliniche legate ai ricoveri ospedalieri della vittima. Subito dopo la rapina, Lupinetti è stato trasportato con l’ambulanza del 118 al Santo Spirito di Pescara. Ma le lesioni inferte – certificate da una prognosi iniziale di 40 giorni – si sono dimostrate più serie del previsto. All’inizio di aprile l’anziano è stato trasferito in una residenza sanitaria assistenziale della provincia di Chieti. Le sue condizioni si sono man mano aggravate, fino alla decisione del ricovero all’ospedale di Chieti, all’inizio di giugno. Il quadro clinico ha subito un ulteriore peggioramento, fino alla morte nella notte tra mercoledì e giovedì. Entro sessanta giorni il medico legale depositerà la relazione finale.
IL FILM DELLA RAPINA
In quel sabato di fine inverno, i banditi hanno fatto irruzione a tarda ora nella casa gialla di Lupinetti che si sviluppa su due livelli, dopo aver forzato una finestra con un arnese da scasso. Il pensionato, che abitava da solo, è stato svegliato dai rumori e si è trovato davanti i ladri che hanno reagito prendendolo a pugni. L’anziano è caduto a terra, ha perso conoscenza e, quando si è svegliato, si è ritrovato legato con delle fascette da elettricista e la mandibola fratturata. Con una forza da leone è poi riuscito a liberarsi, prendere il cellulare e chiamare uno dei figli, che abita a circa 500 metri di distanza. L’uomo si è precipitato a casa del papà insieme ai soccorritori del 118 che lo hanno portato in ospedale a Pescara.
L’ULTIMO SALUTO
Nelle prossime ore saranno fissati i funerali che si terranno nella chiesa di San Rocco, a Elice.
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