Movida, gli orari non cambiano: nei weekend stop all’una e mezza

13 Novembre 2021

Il provvedimento valido fino al 21 novembre: nel resto della settimana si chiude a mezzanotte Le discoteche possono rimanere aperte fino alle 4 il sabato e nei prefestivi, alle 2 gli altri giorni

PESCARA. La linea del Comune sugli orari dei locali non cambia. Come aveva annunciato nei giorni scorsi il sindaco Carlo Masci, lo stop alle attività del food and beverage nella zona di piazza Muzii resta a mezzanotte dalla domenica al giovedì. È permesso restare aperti fino all’una e trenta solo il venerdì e il sabato. Nelle altre zone della città, invece, i locali che somministrano e/o vendono alimenti e bevande (bar, ristoranti, pizzerie e altro) possono restare sempre aperti fino all’una e trenta. Lo prevede l’ordinanza firmata ieri che riguarda il periodo da domenica fino al 21 novembre. Nessuna modifica, quindi, rispetto alla precedente ordinanza (che disciplina gli orari fino a domani).
Una questione, quella degli orari, molto dibattuta, visto che i gestori dei locali chiedono di poter rimanere aperti di più, per lavorare, alla luce degli investimenti effettuati, mentre i residenti continuano a chiedere di poter riposare serenamente, senza essere infastiditi dai rumori fino a notte fonda. Situazioni a quanto pare inconciliabili, visto che a nulla sono serviti i tentativi di mediazione e anche la riunione che si è svolta nella sede dell’Agenzia regionale per la Tutela dell’ambiente (Arta), con la partecipazione dei vari soggetti interessati al tema, non sembra aver soddisfatto tutti i partecipanti. È stata proprio l’Arta ad occuparsi delle ultime rilevazioni sui rumori nel perimetro tra via Cesare Battisti, via De Cesaris, piazza Muzii e via Piave, registrando il superamento dei limiti in varie fasce orarie, anche per effetto della presenza di un gran numero di persone in strada. I locali, però, ritengono che si possano trovare delle soluzioni al problema dei rumori - come dei pannelli fonoassorbenti. E alcuni di loro, una quarantina, hanno deciso di presentare ricorso al Tar contro le ordinanze del Comune per disciplinare gli orari. Lo hanno detto più volte, in passato, e stavolta sono determinati ad andare a fondo per cui il ricorso dovrebbe partire la prossima settimana. Nello stesso tempo hanno deciso di ribellarsi anche i residenti della zona della movida riuniti nel comitato Tranquillamente Battisti, che ha annunciato una richiesta di risarcimento per i danni prodotti dal rumore negli anni: richiesta rivolta al Comune e relativa al periodo dal 2016 ad oggi, a quanto pare. Una prima stima parlava di un valore superiore a un milione di euro. Tanto basta per imporre al Comune di non fare concessioni ai locali. Proprio della contrapposizione che si è creata tra gestori e residenti si parla nell’ordinanza del sindaco che punta a «contemperare il legittimo interesse degli imprenditori locali all’utile di impresa con i diritti soggettivi dei residenti al riposo e alla sicurezza urbana». Nell’ordinanza viene anche sottolineato che, nel bilanciamento degli interessi, «rispetto all’interesse/diritto allo svolgimento dell’attività d’impresa senza limiti orari» sono preminenti «il diritto alla tutela della salute, del benessere psicofisico, il riposo e la quiete dei residenti e l’interesse al mantenimento di un adeguato livello di decoro urbano e di tutela della pubblica incolumità».
Con un’altra ordinanza Masci ha confermato (dal 15 al 21 novembre) gli orari dei locali da ballo, quelli che si occupano di intrattenimento danzante: il sabato e nei prefestivi la chiusura è fissata alle 4 (orario consentito anche un altro giorno a settimana, da comunicare al Comune), alle 2 tutti gli altri giorni. Ma per questo tipo di locali, in piazza Muzii valgono le regole di bar e ristoranti.