Movida, i residenti pretendono un risarcimento da un milione

7 Novembre 2021

Danni per il mancato riposo: il comitato Tranquillamente Battisti annuncia un’azione contro il Comune «Dal 2014 il problema non è stato risolto: abbiamo il diritto di dormire, non siamo contro le attività»

PESCARA. Per anni hanno atteso che la situazione si risolvesse, che i rumori notturni legati alla movida diminuissero. Ma non è mai accaduto. Ora, quindi, presentano il conto. Nei prossimi giorni, annuncia il comitato Tranquillamente Battisti che raccoglie i cittadini residenti nella zona di piazza Muzii, «presenteremo al Comune una richiesta di risarcimento per i danni subiti nel corso degli anni e per quelli che stiamo continuando a subire. All’azione risarcitoria stanno via via aderendo moltissimi cittadini residenti in via Battisti, via De Cesaris, via Mazzini, via Piave, via Goito, via Poerio e nelle altre zone della movida. La quantificazione del danno ha già superato un milione di euro e crescerà con le prossime adesioni e col passare dei giorni. Si tratta di una formalità, per poi depositare gli atti in tribunale», spiegano dal comitato, il cui portavoce è Federico Di Filippo.
Alla base della richiesta di risarcimento c’è «il nocumento che si trascina da anni» e per il quale «è arrivato il momento di presentare il conto a chi, dal 2014, non si è mai preoccupato di risolvere il problema ma in diversi casi ha adottato provvedimenti i cui effetti hanno ampliato il disagio subito». A proposito del disagio, il Comitato chiede «a tutti un po’ di onestà intellettuale» perché «la zona di via Muzii è quella con più alta densità abitativa della città, con oltre 1800 residenti, e certamente la sua vocazione non è compatibile con la movida. Non ci si può scandalizzare», quindi, se il Comitato chiede, come fa da tempo, «che l’intrattenimento notturno trovi sfogo in altre zone della città. Va riconosciuto che il problema delle molestie subite dai residenti a causa del rumore è reale, esiste» e formalmente è stato rilevato dall’Agenzia regionale per la tutela dell’Ambiente con le rilevazioni effettuate a luglio, che mettono in evidenza diversi sforamenti dei limiti.
Il Comitato da sempre vuole far valere, e prevalere, «il prioritario diritto al riposo e al godimento della proprietà privata dei residenti, che si traduce in diritto alla salute» e sa bene che dall’altra parte ci sono i locali con il loro diritto «all’esercizio dell’attività d’impresa» ma di notte le attività attirano «migliaia di avventori, rumorosi oltre la normale sopportabilità e oltre i limiti di legge». In mezzo c’è il Comune, sostiene sempre il Comitato che si rifà a quanto accaduto a Torino, dove il giudice ha imposto proprio al Comune di risarcire una trentina di residenti del quartiere San Salvario. «Una posizione infelice, quella dell’amministrazione, costretta a trovare una mediazione che, bene che vada, scontenta entrambe le parti. Nessuno, fino ad oggi, aveva avuto il coraggio di affrontare seriamente la convivenza problematica tra residenti e attività notturne di somministrazione». E quindi «va riconosciuto che l’amministrazione Masci, a differenza dalla compagine passata, ha fatto un grande esercizio di consapevolezza cercando di introdurre limitazioni che in qualche modo possano calmierare il fenomeno dell’eccessiva antropizzazione notturna delle strade attorno al mercato. L’apprezzamento per il Comune, da questo punto di vista, è indiscusso», spiegano dal Comitato. Aprendo un nuovo capitolo di una guerra ormai datata sulla movida, i residenti assicurano che «la nostra posizione non è contro l’amministrazione, tanto meno contro gli operatori dei locali. L’amministrazione ha operato scelte coraggiose che tuttavia non riteniamo sufficienti e nei prossimi giorni potrà decidere fin dove arrivare con il proprio operato. Sarà nei nostri diritti continuare a vantare danni se il rumore non sarà ricondotto entro i limiti normativi e della normale tollerabilità».