Movida, i rumori superano i limiti Masci: ognuno faccia la sua parte

16 Settembre 2021

Le analisi dell’Arta commissionate dai cittadini evidenziano lo sforamento notturno, in più orari E ieri vertice in Comune. Il sindaco: «Si deve trovare un punto di equilibrio tra residenti e attività»

PESCARA. Rumori troppo elevati, di notte, nella zona di piazza Muzii, via Cesare Battisti e via Piave, dove si concentra la movida di Pescara. Se fino ad ora sono stati i residenti della zona a denunciarlo, chiedendo di poter riposare tranquillamente e sollecitando il rispetto delle regole, adesso è l’Agenzia regionale per la tutela dell’Ambiente (Arta) a segnalarlo in una relazione che è stata recapitata al Comune, dopo una serie di rilevazioni dei decibel. Partendo da questo documento il sindaco Carlo Masci ha convocato una riunione, ieri, mettendo attorno a un tavolo, tra gli altri, gli assessori Alfredo Cremonese e Isabella Del Trecco, l’avvocatura del Comune, il personale che si sta occupando della zonizzazione e la Asl.
Lo studio dell’Arta è stato «commissionato dai cittadini» e ha portato alla misurazione dei rumori tra luglio e agosto, «di giorno e di notte», spiega Masci. «È una relazione articolata, che riguarda più giorni e più punti, ed emerge che di notte c’è un superamento dei limiti, per essere una zona residenziale. Un superamento che si verifica in più fasce orarie», non solo quando i locali sono aperti ma anche quando si svuotano i cassonetti, aggiunge il sindaco sintetizzando la fotografia scattata dall’Arta (che non contiene prescrizioni).
Quello di ieri è stato «un primo incontro di approfondimento perché si tratta di un tema nazionale che non riguarda solo Pescara» per cui è opportuno anche guardarsi attorno. «Noi abbiamo già adottato le prime misure, per ridurre i rumori, e credo che l’effetto ci sia stato tra la limitazione degli orari dei locali, il divieto di fare musica in piazza, il contingentamento e i controlli. Ma è anche vero che quest’anno, per via dell’emergenza Covid, i locali hanno avuto la possibilità di usare più spazi all’aperto per cui si è verificata una situazione anomala. Le nostre azioni», prosegue Masci, «erano a tutela dei residenti» e partivano dalla consapevolezza che d’estate «ci può essere una maggiore predisposizione, come dire un livello di tolleranza più alto».
Masci sa che «il tema c’è, è serio e investe l’aspetto urbanistico» e sa anche che «si deve trovare un punto di equilibrio: nessuno si deve arroccare su situazioni preconcette e ciascuno deve fare la propria parte», commenta sempre Masci immaginando una possibile soluzione al problema-rumori, già sollevato dai residenti. «Ora abbiamo una situazione cristallizzata, che ci dice del rumore antropico della zona, di un superamento dei limiti. Cercheremo di capire cosa fare, per passare a una fase di regolamentazione, per contenere il rumore». Le posizioni in campo sono diverse, da sempre, perché se da una parte i cittadini chiedono di dormire serenamente e sollecitano il rispetto delle norme sul divertimento, i titolari dei locali vogliono lavorare e i giovani puntano a divertirsi. «Siamo di fronte a una serie di diritti costituzionalmente garantiti», per cui non si può intervenire con un’azione «tranchant», perentoria.
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