Movida, in arrivo i nuovi orari «Basta restrizioni, fateci lavorare»

Scade domenica l’ultima ordinanza sulle attività del divertimento. Partono i primi appelli al sindaco Le associazioni chiedono di chiudere almeno 30 minuti più tardi. Masci replica: «Ci devo riflettere»
PESCARA. I locali della movida ci sperano. E le associazioni di categoria spingono, per essere ascoltate dall’amministrazione comunale sugli orari delle attività del divertimento, in modo da far scivolare in avanti quello di chiusura. Scade domenica l’ultima ordinanza del Comune che fissa lo stop della movida nella zona di piazza Muzii a mezzanotte dalla domenica al giovedì e all’1,30 il venerdì, il sabato e i giorni prefestivi. Nelle altre zone della città i pubblici esercizi possono rimanere aperti tutti i giorni della settimana fino all’1.30.
La scadenza imminente dell’ordinanza spinge le associazioni di categoria a tornare alla carica, nella speranza di strappare orari migliori al sindaco Carlo Masci che sta «ragionando sul da farsi» ed è possibile che «resti tutto così fino al 31 marzo», dice proprio il primo cittadino.
Dopo le polemiche degli ultimi giorni sulla applicabilità del limite orario di mezzanotte per la somministrazione e il consumo di alcolici all’aperto, la Confartigianato chiede che si riveda tutto, con la nuova ordinanza. «Il minimo che il Comune possa fare», dice dalla Confartigianato il direttore Fabrizio Vianale, «è consentire ai locali di rimanere aperti fino alle 3, per permettere ai clienti di consumare all’interno, nel fine settimana. Per gli altri giorni le attività dovrebbero chiudere alle 2, sempre con la somministrazione all’interno. Ma il nostro obiettivo è di fare in modo che gli orari non vengano più regolamentati con ordinanza e che si fissino, invece, degli orari stagionali, sempre differenziati tra week end e giorni feriali, tenendo presente le richieste dei residenti» di piazza Muzii, molto polemici sui rumori. «Su questo punto stiamo elaborando una proposta» per il Comune. Vianale non ha dubbi sul fatto che la norma sul consumo di alcolici oltre la mezzanotte all’aperto sia «superata e non è un caso», dice, «che non sia applicata neppure nelle altre città d’Italia». Il periodo, fa notare, è difficile, «questa situazione penalizza le attività di Pescara, molti licenzieranno ed è sufficiente uscire per vedere che ci sono pochissime persone in giro».
Anche Confesercenti, con il direttore Gianni Taucci, si augura che termini l’era delle ordinanze continue, per disciplinare gli orari. «Le ordinanze», fa notare, «vengono emesse laddove ci sono dei problemi particolari ma non è così a Pescara, che è una città tranquilla. Sarebbe opportuno, definire dei periodi oppure lasciare liberi i locali». Per le prossime settimane la Confesercenti chiede di lasciare aperte le attività della movida «fino alle 2 nel fine settimana e fino all’una durante la settimana, guadagnando un’ora nella zona di piazza Muzii». Taucci solleva anche un’altra questione. «Va bene sanzionare chi non rispetta le regole», dice, «ma i problemi, a Pescara, non si avvertono sicuramente in centro bensì in altri quartieri, quelli popolari, ed è lì che andrebbero dirottate le forze, per i controlli». «In vista del superamento della fase di emergenza speriamo che ci sia una apertura da parte del Comune sugli orari», si augura Carmine Salce, direttore della Cna, ricordando che i limiti attuali sono stati imposti «per andare incontro ai residenti», che chiedono di riposare tranquillamente, di notte, «oltre che per la pandemia». Tra gli operatori «serpeggia un certo malessere e c’è chi sta pensando a un’azione dimostrativa, lasciando al buio quella parte della città». «Bisogna ampliare gli orari almeno di trenta minuti, nel fine settimana», dice dalla Confcommercio il presidente Riccardo Padovano che chiede di «dare alle imprese l’opportunità di lavorare e alle persone di uscire, con la fine dell’emergenza. Non si possono mantenere le restrizioni, perché si affossano le attività». Intanto è alle prese con «il falso problema dell’alcol fino a mezzanotte. Si sta ancora accertando, questo aspetto. Ma nel frattempo non può essere che ci sparino a vista».
Da Casartigiani, Dino Lucente non avanza richieste particolari per questo periodo ma ritiene che «tra giugno e settembre i locali debbano lavorare fino alle 2 e mi riferisco», dice, «a quelli che fanno musica, ma senza vendere alcolici da asporto».

