Movida, l’opposizione chiede di tagliare il numero dei tavoli
Disciplinare e, alla fine, ridimensionare, l’occupazione di suolo pubblico con sedie e tavoli. Parte da qui la proposta di delibera che i consiglieri comunali di opposizione Marcello Antonelli,...
Disciplinare e, alla fine, ridimensionare, l’occupazione di suolo pubblico con sedie e tavoli. Parte da qui la proposta di delibera che i consiglieri comunali di opposizione Marcello Antonelli, Vincenzo D’Incecco e Fabrizio Rapposelli proporranno lunedì in sede di consiglio comunale. Obiettivo: migliorare la vivibilità e la sicurezza del centro cittadino, e in particolare dei luoghi della movida. A cominciare da piazza Muzii, via Mazzini, via Piave, via De Cesaris e zone limitrofe «dove la concentrazione di attività commerciali destinate alla somministrazione di alimenti e bevande e la loro elevata frequentazione», premettono i tre consiglieri, «sta determinando rilevanti conflittualità con i residenti, vittime di pesantissimi e quotidiani disagi derivanti da musica oltre i limiti consentiti, schiamazzi e risse soprattutto nelle ore notturne». Di qui la richiesta di modificare il regolamento del canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche e quello degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande. In primis, per favorire e agevolare i controlli, i tre consiglieri chiedono che per il concessionario, il gestore del locale, scatti l’obbligo di esporre la concessione di occupazione del suolo pubblico con la documentazione relativa alla disposizione di sedute e tavoli che risulta all’atto della concessione. E ancora, si chiede che lo spazio esterno concesso sia pari a quello dello spazio interno del locale in cui si fa somministrazione. In sostanza, se un locale è di 30 metri quadrati, lo spazio esterno concesso dovrà essere di 30 metri quadrati. Spazio che, ancora, secondo le modifiche che chiedono i consiglieri, dovrà essere adiacente al locale, «in aderenza ai locali di pertinenza dell’attività concessionaria». Dunque non distante più di dieci metri dall’ingresso dello stesso locale». Con eccezioni autorizzate dalla giunta.

