Movida, restrizioni fino al 7 luglio È vietato restare davanti ai locali

In piazza Muzii e a Pescara Vecchia si può stare fino all’1 e mezza. Rischio multa per chi si attarda fuori Mezz’ora in più per la Riviera e il resto della città. Nessuna limitazione per le gelaterie e le piadinerie
PESCARA. A Pescara scatta il divieto di stazionamento davanti alle attività di food and beverage dopo gli orari di chiusura. Lo ha deciso il sindaco Carlo Masci che ieri ha firmato l’ordinanza che regolamenta la vita notturna in città, ora che con la zona bianca è venuto meno il coprifuoco. Il provvedimento al centro di polemiche, bracci di ferro tra amministrazione e associazioni di categoria, dopo giorni di attesa è stato ufficializzato. Al suo interno è contenuto anche il divieto di stazionamento che era stato richiesto e stimolato nell’ordine del giorno a firma della Lega, votato nel Consiglio comunale di lunedì scorso.
VIETATO STAZIONARE. L’ordinanza, che entrerà in vigore da domani fino al 7 luglio, mette doppi paletti. Da una parte regolamenta gli orari di apertura delle attività di food and beverage, secondo una differenziazione di zone della città. Dall’altra introduce il divieto di stazionamento, una disposizione che nei mesi scorsi era stata utilizzata per evitare eventuali assembramenti nell’ambito del contenimento del contagio. L'ultima risaliva ai giorni di Pasqua, e riguardava piazza Muzii, piazza della Rinascita e piazza Sacro Cuore. Oggi con la regione in zona bianca e Pescara con l’incidenza settimanale tra le più basse d’Italia diventa una soluzione a tutela del riposo dei residenti e dell’ordine pubblico.
In sostanza non sarà possibile stazionare davanti ai locali oltre l’orario di chiusura, altrimenti si potrebbe incappare in una sanzione tra 25 e 500 euro. Basterà spostarsi di pochi metri, per evitare una contravvenzione.
ORARI. Sul fronte orari confermate le ultime decisioni emerse dopo gli incontri con le associazioni, ammorbidite per alcune zone della città. I locali delle aree di piazza Muzii e del centro storico dovranno chiudere a mezzanotte e mezzo da domenica a giovedì, e all’una e mezzo il venerdì e il sabato, tenendo fede all'invito contenuto nell'ordine del giorno votato in Consiglio. Mezz’ora di tolleranza in più per il lungomare e le altre aree della città, con le attività e gli stabilimenti che potranno tirare fino all’una dalla domenica al giovedì e alle 2 il venerdì e il sabato. In tutte le zone saranno concessi 15 minuti in più agli esercenti per consentire loro di rientrare all’interno dei locali sedie e tavolini. Nessuna limitazione di orari, invece, per le attività artigianali, come gelaterie, pasticcerie, piadinerie e cornetterie, che non prevedono consumo sul posto.
«La pubblica amministrazione», commenta Masci, «ha il dovere e la responsabilità di regolare comportamenti e attività sociali ed economiche, facendo in modo che non vi siano interessi prevalenti per l’una o l’altra categoria. Sono convinto che nelle prossime settimane, quando l’estate vivrà la sua fase centrale, si potranno fare significativi passi in avanti, questo se le condizioni lo permetteranno».
DAL 7 SI CAMBIA. Dal 7 luglio puntano in molti a una linea più morbida. Le associazioni di categoria rimaste scontente per le decisioni contenute nell’atto, ma anche parte della stessa maggioranza di Masci. Ieri mattina la commissione Commercio, guidata da Fabrizio Rapposelli, alla quale hanno partecipato Aldo Bertoni in rappresentanza della Confcommercio e Federico Anzellotti, per il Consorzio Pescara Centro, ha aperto un tavolo permanente di confronto tra le attività produttive e i cittadini. «I limiti, per il mese di giugno», evidenzia Rapposelli, «devono essere considerati una sorta di rodaggio in cui gli operatori daranno sicuramente prova di buon senso e di capacità di autoregolamentazione, dimostrando che è possibile contemperare la ripresa economica della città con il diritto al riposo dei residenti delle vie della movida, che a quel punto garantiranno la propria collaborazione, perché la vitalità della città dipende dal rilancio del terziario, nostro motore economico, specie dopo lo stop forzato lungo 18 mesi a causa della pandemia». L’obiettivo sarà di allungare le aperture dei locali il più possibile nei mesi clou dell’estate e quantomeno fino all’una durante la settimana e alle 2 nel weekend.
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