Movida, scuole, bar e sagre Novità fino al 13 novembre

20 Ottobre 2020

Ordinanze lampo dei sindaci per chiudere strade e piazze, ma l’ultima parola è dei prefetti Ecco gli obblighi imposti ai gestori dei locali. Rimangono le multe da 400 fino a mille euro

Le disposizioni del nuovo Dpcm del consiglio dei ministri sono valide fino a venerdì 13 novembre. Freno alla movida, novità per scuole e attività di ristorazione. Conferma, inoltre, di divieti e obblighi introdotti con il Dpcm firmato una settimana fa, dunque la mascherina da indossare sempre, sia all’aperto che al chiuso, a meno che non si stia in zone isolate.

CHIUSURE DI STRADE E PIAZZE
Sono previste ordinanze lampo per la chiusura di strade e piazze dalle 21, firmate (come già succedeva) dai sindaci, ma ora solo dopo essere condivise con prefetti, Asl e presidente di Regione. Nel testo finale del decreto “bollinato” l’altra a notte, a seguito delle proteste dell’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), è scomparsa la parola sindaci: all’articolo 1 del documento si legge che «delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico dopo le 21». Come prevede la circolare che il Viminale sta inviando ai prefetti, i primi cittadini – anche in qualità di autorità sanitarie locali – proporranno le chiusure e saranno supportati in tutto dai prefetti negli appositi Comitati provinciali di ordine pubblico. In quella sede si potranno valutare eventuali chiusure di strade o piazze, stabilendo anche le modalità (per esempio il numero di giorni della durata dell’ordinanza).

SCUOLA: LEZIONI DALLE 9
Le misure per la scuola verranno introdotte da domani. Il ministero dell’Istruzione ha inviato una nota ai dirigenti scolastici, dopo una interlocuzione con i sindacati. Le scuole secondarie di secondo grado (licei e istituti tecnici): 1) adottano ulteriori forme di flessibilità, anche incrementando il ricorso alla Didattica digitale integrata; 2) modulano ulteriormente orari di ingresso e uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani. Inoltre, nell’ambito di questa ulteriore modulazione, dispongono che l’ingresso a scuola non avvenga prima delle 9. Il ministero dell’Istruzione ribadisce che le «situazioni critiche e di particolare rischio», rappresentate da autorità sanitarie ed enti locali, sono le sole che «giustificano una eventuale revisione di quanto già stabilito, anche con riferimento all’ingresso posticipato alle 9, che deve essere disposto unicamente qualora ricorrano le condizioni sopra descritte». Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, nulla cambia, nella «riconosciuta priorità di garantirne l’ordinato svolgimento in presenza dell’attività educativa e didattica, al fine di rispondere a precise motivazioni didattiche e ad una esigenza sociale complessiva».

BAR E RISTORANTI: GLI ORARI
Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie) sono consentite dalle ore 5 alle 24 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e fino alle ore 18 in assenza di consumo al tavolo. Rimane il divieto per le persone di sostare davanti ai locali pubblici (dopo le 21). Gli esercenti sono obbligati a esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti. Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio. Continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering.

SAGRE E SALE BINGO
Le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo sono consentite dalle 8 alle 21. Sono vietate le sagre e le fiere di comunità. Restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale e i congressi. Sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, a eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza. Restano aperti cinema e teatri con posti a sedere pre-assegnati (massimo 200 a sala) e distanziati di almeno un metro.
CHI CONTROLLA E LE MULTE
Sarà il prefetto ad assicurare l’esecuzione delle misure avvalendosi delle forze di polizia e delle forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali, dandone comunicazione al presidente della Regione. Rimangono le multe da 400 a 1.000 euro per chi non rispetta i divieti.
SMART WORKING
(SENZA QUOTE)
L’obbligo del 75% di lavoro da casa, tanto atteso dai dipendenti pubblici, nel nuovo Dpcm non c’è (era invece indicato in alcune bozze). Nel testo finale non è specificata la percentuale di lavoratori che devono stare in smart working. Per ridurre i contagi si raccomanda che «le attività professionali siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile, ove possano essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza; siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva; siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale».

APP IMMUNI E COMPITI ASL
Al fine di rendere più efficace il contact tracing attraverso l’utilizzo dell'app Immuni, il Dpcm obbliga l’operatore sanitario del Dipartimento di prevenzione della azienda sanitaria locale, accedendo al sistema centrale di Immuni, a «caricare il codice chiave in presenza di un caso di positività». Cosa vuol dire? Ribadendo quanto previsto dalla circolare del ministero della Salute del 29 maggio, il decreto impone il caricamento nel sistema del codice generato dall’app di chi scopre di essere positivo ed è dotato di Immuni (decide così di comunicarlo per avvisare gli utenti con cui è stato a contatto nei 14 giorni precedenti). La norma chiarisce che deve occuparsene l’operatore sanitario del Dipartimento di prevenzione Asl, provando così a tamponare le inefficienze emerse nelle ultime settimane, come accaduto in Veneto.