Movida superblindata Ora i locali chiedono una tregua ai residenti

4 Luglio 2017

L’area delle feste in centro sotto stretta sorveglianza Gli esercenti: «Piazza Muzii non va dipinta come il Bronx»

PESCARA. La movida di piazza Muzii – supersorvegliata dai vigili urbani nel turno di notte estivo scattato giusto due notti fa ma anche dalle altre forze dell’ordine – rischia di diventare un caso dopo le proteste dei residenti che si lamentano per il rumore e addirittura le richieste di Daspo del gruppo di Forza Italia del Comune di Pescara.
Ma i titolari delle attività che movimentano una delle piazze più belle della città e che hanno contribuito a cambiare il volto alla zona di via Cesare Battisti, non ci stanno a passare per fuorilegge e fanno sentire le loro ragioni. «Abbiamo deciso di investire nella nostra città in modo responsabile», dice Giulia Pomponio (proprietaria della focacceria Pomm), «tenendo conto che sopra di noi ci sono centinaia di famiglie. Piazza Muzii esprime un forte valore economico: centinaia di dipendenti, un indotto annuo importante, che per un città come la nostra che vive e dovrebbe vivere di turismo è imprescindibile. Queste istanze, specie in momento storico di depressione economica, vanno difese». Rincara la dose il fratello Matteo: «Piazza Muzii viene dipinta come il Bronx cittadino», dice Matteo Pomponio (focacceria Pomm), «nulla di più falso: la nostra è una clientela sana che ha ripopolato un pezzo di città che fino a poco tempo fa e prima della riqualificazione del Comune era in pieno degrado. Andremmo incentivati e non demonizzati perché siamo la parte sana di un’ imprenditoria che ha chiesto e chiede più volte un dialogo intelligente e responsabile con amministrazione e residenti per accrescere il valore di quella che sempre più è zona di pregio della città».
«I problemi vanno attenuandosi», dice Marco Bellotti, amministratore della Divisibile per quattro srl, con il logo “Birrai del mercato”, «visto che nelle ultime serate all’una di notte è tutto assolutamente tranquillo e la nostra clientela, solitamente molto calma, a quell’ora va a casa». E, assicurano i titolari dei locali, non mancano i passeggini la sera, con famiglie e bambini.
«La piazza è molto ben frequentata da intere famiglie, piena di carrozzini e di bambini che giocano con i pattini e con il pallone e si è fatto un quadro non rispondente alla realtà», dice Pierluigi Pasetti, responsabile dei locali Gastby, Alle Spezie e Reverso, «è il vero momento di aggregazione dei pescaresi nel 2017. Uno spazio vivibile e fruibile da difendere, c’è la difficoltà di questa città a fare squadra, si dovrebbe cercare per il bene comune per l’economia complessiva di dare un’immagine della città compatta. E anche i residenti dovrebbero partecipare a questo progetto per difendere uno spazio tra i più belli d’Europa. Invito tutti a rendersi conto di persona di questo, che è la prova migliore del ragionamento».
Cristiano Pagetti è il titolare del Caffè delle Merci, punto di riferimento della zona: «Ho aperto il Caffè delle Merci insieme ai miei due amici Manuele e Fabrizio nel 2007 quando attorno al mercato centrale esistevano solo le due enoteche storiche Ciarrocchi e Visaggio e la trattoria Sisto. I residenti ci hanno accolto da subito non solo come gradita attività di ristorazione ma anche come presidio di sicurezza in una zona della città, a due passi da piazza Salotto, a dir poco desolata nelle ore serali e notturne». Sono passati 10 anni, le strade sono state pedonalizzate e con la liberalizzazione delle licenze: «Ora», continua Pagetti, «attorno e dentro il mercato hanno aperto decine di locali che oltre a farci una concorrenza spietata, hanno contribuito a una oggettiva riqualificazione di tutto il quartiere. Non capisco l’ossessiva campagna denigratoria di alcuni residenti che presentano la zona come degradata o pericolosa. Dal pomeriggio, qui ospitiamo famiglie con bambini e in generale persone di ogni età che civilmente frequentano strade che dieci anni fa erano davvero non sicure e pericolose. E poi», conclude Paggetti, «in un momento di crisi di tutto il commercio nella nostra città dovremmo essere fieri di quello che faticosamente stiamo creando». (e.r.)
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