Movida, troppi rumori in centro Scatta l’inchiesta della procura

I rilevamenti effettuati dall’Arta a luglio hanno fatto registrare l’ennesimo superamento dei limiti I residenti: «Ora i magistrati accertino se vi sono stati comportamenti omissivi delle istituzioni»
PESCARA. La movida nella zona centrale di piazza Muzii e di via Battisti è troppo rumorosa. La conferma è arrivata ancora una volta dai rilevamenti effettuati dall’Arta, guidata dal direttore Maurizio Dionisio, nel mese di luglio scorso. I tecnici hanno registrato più volte il superamento del limite dei decibel nelle ore notturne e ora, sulla base del rapporto inviato dall’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente, la procura ha aperto un’inchiesta. Pronta la reazione dei residenti dopo aver avuto notizia dell’esito dei controlli. «È doveroso da parte nostra», ha commentato il comitato cittadino Tranquillamente Battisti che da anni si batte contro i rumori della movida, «chiedere che vengano accertati eventuali profili omissivi anche dolosi. In altre parole, riteniamo che dopo 6 anni di continui accertamenti è inverosimile che non sia possibile identificare alcuna corresponsabilità che possa essere chiarita in sede di giudizio».
I CONTROLLI Nel mese di luglio scorso, i tecnici dell’Arta hanno effettuato un nuovo monitoraggio dei livelli sonori nella zona tra via Battisti, piazza Muzii e via De Cesaris dove vi sono numerosi locali frequentati dalla movida pescarese. I precedenti rilevamenti erano stati effettuati nell’estate del 2021. I valori limite presi in considerazione sono 65 decibel di giorno e 55 di notte. Ed ecco i risultati. «È doveroso evidenziare», si legge nel dossier firmato dal tecnico Sergio Palermi e dal dirigente di sezione Sebastiano Bianco inviato alla procura, al Comune e alla Asl, «che i livelli riscontrati nelle notti dei fine settimana continuano ad essere eccessivamente elevati, con scarti rispetto al valore limite che nella notte tra sabato e domenica si mantengono non inferiori a 10 decibel». «In conclusione», si legge ancora, «non è certamente venuta meno l’esigenza di porre in atto efficaci azioni di mitigazione dell’inquinamento acustico». E ancora: «Rispetto ai livelli sonori rilevati nel fine settimana del precedente monitoraggio (luglio 2021) nei medesimi punti si registrano evidenti riduzioni, peraltro non sufficienti a ripristinare una situazione accettabile in termini di esposizione della popolazione residente all’inquinamento acustico. Il contributo più rilevante, in termini di energia sonora, risulta sempre ascrivibile al rumore antropico prodotto dai frequentatori dei locali, nonché dalla numerose persone presenti in strada, alcune delle quali si attardano anche oltre l’orario di chiusura dei locali, a volte dando luogo a schiamazzi».
LE REAZIONI «Dopo l’approvazione del Piano di risanamento acustico avvenuta a maggio in consiglio comunale», ha ricordato il portavoce del comitato Tranquillamente Battisti Federico Di Filippo, «l’Arta nel mese di luglio ha eseguito l’ennesimo monitoraggio, come previsto da un emendamento fortemente voluto dal alcuni membri della maggioranza, in quanto, a loro dire, nel quartiere non era più necessaria alcuna azione di risanamento. L’esito del monitoraggio certamente non sorprende noi residenti. L’Arta mette la parola fine ad ogni interpretazione strumentale dei vari portatori di interesse contrari al risanamento e inchioda ciascuno alle proprie responsabilità». «Sostanzialmente», ha sottolineato, «come hanno sempre sostenuto i residenti delle vie centrali della movida, il livello di inquinamento acustico è fuori controllo da anni. Nei fine settimana, tra le 22 e le 3 del mattino, si registrano livelli di rumore che arrivano anche a 90 decibel, intollerabili per la salute. Nei prossimi giorni anche noi invieremo una lettera al procuratore capo, in quanto c’è di mezzo la salute delle persone e chiederemo che tutta questa vicenda non venga relegata ad una questione meramente amministrativa».

