Municipi al posto degli enti ma niente aumenti di tasse

24 Ottobre 2017

La Regione fissa i tempi per procedere all’accorpamento entro il 1° gennaio 2019 Un’assemblea costitutiva provvederà a redigere lo statuto della futura città

PESCARA. Al posto dei tre Comuni potrebbero sorgere tre municipi, con le stesse tasse e tariffe di oggi. Ecco cosa potrebbe accadere con la nascita della Nuova Pescara. La Regione ha dettato tempi e modi per procedere alla fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore. Lo ha fatto con una proposta di legge in cui vengono indicate con estrema precisione le principali fasi di questa operazione mai tentata finora in Abruzzo. L’obiettivo è arrivare al primo gennaio 2019, cioè tra 15 mesi circa, all’istituzione della Nuova Pescara e all’insediamento del commissario prefettizio per le nuove elezioni.
Tutto questo, però, potrà avvenire solo se i consigli comunali di Pescara, Montesilvano e Spoltore approveranno la fusione. Non si sa cosa potrebbe accadere se soltanto uno dovesse dire di no.
Ma ora non si deve perdere altro tempo. Dopo oltre tre anni di immobilismo, le forze politiche si sono messe improvvisamente in moto per dare seguito all’esito del referendum di maggio 2014, quando la stragrande maggioranza degli elettori dei tre Comune disse di sì alla fusione. La Regione sta facendo passi da gigante e ieri il presidente della Regione Luciano D’Alfonso ha trasmesso ai sindaci di Pescara Marco Alessandrini, Montesilvano Francesco Maragno, Spoltore Luciano Di Lorito e ai rispettivi consigli comunali, il testo della proposta di legge con allegato il documento che riassume le principali fasi operative della bozza di provvedimento legislativo, prossimamente all’esame del consiglio regionale per l’approvazione.
Il primo step, che verrà raggiunto dopo l’approvazione della legge, sarà la costituzione entro un mese, con decreto della giunta regionale, di un comitato per la fusione, composto dal presidente della Regione e dai tre sindaci, coadiuvati da funzionari ed esperti, per la predisposizione del programma generale per la fusione. Questo programma dovrà essere definito entro due mesi dall’istituzione del comitato e poi approvato nei successivi 30 giorni dai tre consigli comunali. Lo stesso programma approvato prevederà l’istituzione di un’assemblea costitutiva, che formulerà una proposta di statuto provvisorio.
Nascerà, entro 60 giorni dall’approvazione della legge, anche un osservatorio per il controllo del processo di fusione. Osservatorio che avrà il compito di trasmettere, entro il 31 marzo dell’anno prossimo, al presidente, al consiglio regionale, ai sindaci e ai consigli comunali coinvolti, la relazione conclusiva di fattibilità del processo di fusione.
Nei successivi 30 giorni, i consigli comunali trasmetteranno le loro osservazioni. Si arriverà, quindi, alla fase due, ossia al primo gennaio del 2019 quando sarà istituita la nuova città, nata dalla fusione e si insedierà il commissario prefettizio per procedere alle nuove elezioni. I Comuni oggetto della fusione si estingueranno e i rispettivi organi di governo e di revisione contabile decadranno. Il commissario, coadiuvato da un comitato consultivo, svolgerà le funzioni di sindaco. In questo lasso di tempo, i controlli contabili avverranno dall’organo di revisione contabile del Comune di Pescara. Entro sei mesi dall’elezione del nuovo sindaco e del nuovo consiglio, gli organi del Comune adotteranno statuto e regolamento.
Nel provvedimento si prevede anche la possibilità dell’istituzione di municipi al posto dei tre Comuni «al fine di assicurare», si legge, «adeguate forme di partecipazione e di decentramento dei servizi».
«I Comuni risultanti da una fusione», viene spiegato nell’allegato alla proposta di legge, «ove istituiscano dei municipi, possono mantenere tributi e tariffe differenziati per ciascuno dei territori degli enti preesistenti alla fusione».(a.ben.)
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