Muore a 19 anni dopo lo schianto La marineria in lutto per Marco

30 Giugno 2023

Non ce l’ha fatta il giovane Di Giovanni, figlio di un armatore, dopo l’impatto con un mezzo dei rifiuti Tre anni fa morì il fratello. La famiglia: «Sì alla donazione degli organi». Dolore tra i colleghi del papà

PESCARA. Non ce l'ha fatta Marco Di Giovanni, 19 anni compiuti il 3 giugno, vittima la notte fra martedì e mercoledì di un incidente con lo scooter sulla riviera nord. Stando a quanto emerso dai primissimi accertamenti, stava percorrendo, attorno alle 2, il lungomare da nord a sud quando, all’altezza dell’incrocio con via Muzii, la moto che guidava è finita contro un mezzo della società Ambiente che si stava immettendo proprio da via Muzii sulla riviera e stava effettuando la svolta a sinistra. Seduta sul sedile posteriore dello scooter, c’era una ragazzina di 14 anni, che per fortuna non ha avuto conseguenze gravi. Nell’impatto, molto violento, Di Giovanni ha riportato lesioni gravissime e ieri mattina, alle 12, nel reparto di Rianimazione in cui era ricoverato, è stata diagnosticata la morte encefalica. Quindi è scattato il periodo di osservazione al termine del quale, nel tardo pomeriggio, è stato certificato il decesso e avviato l’iter per l’eventuale prelievo e donazione degli organi.
Il papà Lucio, fra i più conosciuti armatori pescaresi e abruzzesi, e la mamma Francesca Ferrari, sino alla fine hanno sperato in un miracolo, che potesse farcela. E, invece, la disperazione più profonda. Una famiglia, la loro, benvoluta e stimata da tutti, annientata dal dolore. Tre anni fa esatti avevano già perso all'improvviso il figlio maggiore, Lorenzo, di 25 anni. Per una tragica e crudele fatalità, sempre a giugno, il 27. Un dramma da cui non si sono mai ripresi del tutto. La loro ragione di vita ora era Marco insieme all’altra loro figlia Marta, di 27 anni, che insieme alla mamma gestisce una tabaccheria a Sambuceto. Marco, invece, proprio come il papà Lucio aveva la passione per il mare. Aveva frequentato l’istituto Nautico e ultimamente con una delle barche del padre aveva iniziato le sue uscite. Era entusiasta. I genitori gli avevano anche comprato la macchina che tanto desiderava. Stava cominciando, insomma, a realizzare i suoi sogni di 19enne, in un attimo spezzati per sempre. Sull’incidente indaga la polizia stradale di Pescara, che sta cercando di ricostruire nel dettaglio cosa sia accaduto, se ci siano eventuali responsabilità e da parte di chi. Il magistrato di turno Luca Sciarretta sta valutando in queste ore anche se disporre l’autopsia.
Marco era considerato da tutti «un ragazzo splendido, buono, riservato e serio». Sconvolta dalla notizia l'intera marineria pescarese. «Sono a pezzi», dice l’armatore Francesco Scordella. «Quello che è successo a Marco, a Lucio e alla loro famiglia non si può accettare. Non c’è un minuto che non penso a questa tragedia da padre, da amico e da collega. È una cosa troppo grande». «È una notizia tremenda», sottolinea l’imprenditore Quinto Paluzzi, «sono vicino a Lucio e a tutta la famiglia, che conosco da tantissimi anni. Una famiglia straordinaria, di grandi lavoratori. Lavorano giorno e notte. Sono dei punti di riferimento nel settore. I primi di Pescara». «La marineria nord e sud è a lutto per questa immane tragedia», fa presente Riccardo Padovano, presidente di Sib Confcommercio. «Anche io conosco Lucio da sempre, da quando eravamo ragazzi. Abitavamo nella stessa zona. Non c’è persona più buona di lui, non l’ho mai visto o sentito litigare con qualcuno. Non meritava questo. Nessun genitore dovrebbe andare al funerale dei propri figli. Nessuno. Sono vicino a lui e alla moglie». Tanti altri colleghi armatori si sono chiusi nel silenzio: «Troppo dolore», dicono, «morire a 19 anni non si può».