Muore a 70 anni Di Cristofaro: era il volto storico dei bersaglieri

2 Luglio 2020

PESCARA. I bersaglieri abruzzesi lo ricordano con la divisa ornata di cremisi esibita con orgoglio, il cappello piumato a tese larghe e i baffi all’insù che incorniciavano un sorriso schietto e...

PESCARA. I bersaglieri abruzzesi lo ricordano con la divisa ornata di cremisi esibita con orgoglio, il cappello piumato a tese larghe e i baffi all’insù che incorniciavano un sorriso schietto e sincero. Sandro Di Cristofaro, il vulcanico presidente regionale e segretario provinciale dell’Associazione nazionale bersaglieri, originario di Colonnella ma da tempo residente a Montesilvano, si è spento martedì a 70 anni all’ospedale di Atri.
La moglie Maria Wilma Ciapanna, le sue tre figlie Elisa, Paola e Daniela, gli amici più stretti e i colleghi del corpo di fanteria provenienti da tutto l’Abruzzo e dal Lazio, come il presidente nazionale Ottavio Renzi e il presidente regionale del Lazio Luciano Pasquali, si sono riuniti ieri pomeriggio nella chiesa di Colonnella per l’ultimo saluto al suono simbolico delle fanfare, le stesse che hanno scandito nel 2017 il 65esimo raduno nazionale di Pescara ma che ieri non hanno potuto suonare a causa delle normative nazionali per prevenire il contagio e limitare il rischio di diffusione del Covid.
«Ha scelto un giorno glorioso», c’è scritto nel ricordo pubblicato sul sito dell’Associazione nazionale dei bersaglieri, «il 30 giugno, l’alba del giorno in cui cadde, combattendo a Villa Spada, al Gianicolo, Luciano Manara, uno dei più grandi bersaglieri della storia risorgimentale. Lo abbiamo appena ricordato, insieme a Goffredo Mameli, il poeta del canto degli italiani, anch’egli caduto in quei giorni. A quei grandi, vogliamo affiancare questo nostro magnifico bersagliere schietto, autentico, generoso». Tra i meriti di Sandro Di Cristofaro, nel suo ruolo di presidente della sezione provinciale dei bersaglieri di Pescara, incarico ricoperto fino allo scorso anno, c’è quello di aver organizzato il 65esimo raduno nazionale di Pescara, nel 2017, che portò nel capoluogo adriatico circa 90mila presenze provenienti da tutte le regioni italiane e perfino da New York, dal Canada e da Sydney. Attualmente era stato nominato presidente regionale e segretario provinciale, oltre ad essere coordinatore nazionale della Protezione civile. «Lascia un vuoto enorme», commenta il presidente provinciale Lino Di Matteo, «era vulcanico, il primo a interfacciarsi con questori, prefetti e amministratori locali nell’organizzazione delle nostre iniziative». «È stato un ufficiale», prosegue l’associazione nazionale dei bersaglieri, «che ha onorato la divisa militare e l’impegno. Con la sua figura affabile e cordiale rimarrà nella memoria di tutti. Entusiasta, dinamico, gentile, con i suoi baffi ottocenteschi e il suo sorriso, è già un’icona indimenticabile nel nostro ricordo. A lui, nei viali del Paradiso cremisi, giunga lo strepito di mille fanfare e l’ urlo del nostro più forte triplice “Hurrà”».
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