Muore Fagnano, choc nella sanità regionale

Teramo, un infarto uccide a 56 anni il manager che piaceva alla Lega e al Pd Ha guidato per cinque anni l’Asl teramana, da settembre comandava su tutto
TERAMO. Un amore maturato nel corso degli anni quello fra Roberto Fagnano –fino a metà settembre direttore generale della Asl di Teramo e poi direttore del dipartimento Salute e welfare della Regione – e l’Abruzzo.
E nella “sua” Teramo Roberto Fagnano ieri mattina ha detto addio alla vita, in quella che avrebbe dovuto essere una normale giornata di lavoro. Alle 9 avrebbe dovuto partecipare a un seminario alla Asl.
Alle 8 l’ultima telefonata con i collaboratori, per confermare che sarebbe arrivato di lì a poco e prendere accordi su qualcuna delle tante questioni di cui si occupava. La normale routine si è interrotta qualche minuto dopo, quando l’avvocato 56enne di Campobasso si è sentito male e ha vomitato. Poco dopo, erano quasi le 8,30, gli hanno citofonato nella casa in piazza Sant’Anna per portarlo in macchina al seminario e lui ha risposto: «Salite, non mi sento bene». E ha aperto la porta.
I suoi collaboratori l’hanno trovato, pochi secondi dopo, il tempo di salire, a terra, privo di sensi. Immediata la chiamata al 118. Sul posto sono arrivati in pochi minuti i soccorritori.
Il paziente era in arresto cardiaco, con le pupille già midriatiche, cioè molto dilatate. Gli operatori del 118 hanno tentato di rianimarlo sul posto, per far ripartire il battito e poi Fagnano è stato portato a sirene spiegate direttamente nel reparto di emodinamica dell’ospedale di Teramo.
Qui è stato sottoposto a un intervento di angioplatisca. La coronaria destra, uno dei vasi più importanti che porta sangue al cuore, era infatti occlusa. Probabilmente si è staccata una placca dalla parete del vaso che è andata a occluderlo, formando una specie di tappo. Fagnano infatti non era cardiopatico, si era recentemente sottoposto a controlli che avevano attestato il suo buono stato di salute. Fra massaggi cardiaci, stimolazioni elettriche e farmacologiche il trombo è stato rimosso ma comunque il cuore non è ripartito. I medici dell’Emodinamica hanno tentato –in una maniera che definire disperata non è eccessivo – tutte le vie per salvargli la vita. L’infarto è stato devastante. E qualche minuto dopo le 10 hanno dovuto ufficializzare il decesso del loro ex direttore generale.
La notizia, come tutte quelle dolorose, si è diffusa in un battito di ciglia. Sottovoce, con grande rispetto per un uomo che si era fatto benvolere dai più. E spontaneamente in tanti, personaggi pubblici e non, si sono diretti al secondo lotto dell’ospedale, quello dove Fagnano ha detto addio alla vita.
Una folla che si è radunata senza poterlo vedere – solo alle 17 è stata aperta la camera ardente al Mazzini dove stamattina il vescovo Lorenzo Leuzzi, accorso anche lui in ospedale per dargli estrema unzione, celebrerà una messa – ma che ha voluto tributargli un ultimo gesto di affetto avvicinandosi al luogo dove ha trovato la morte.
Fagnano, laureato in Giurisprudenza, era nato a Campobasso 56 anni fa. E a Campobasso, domani alle 11 si svolgeranno i funerali. Era stato direttore generale dell’assessorato alla salute della Regione Molise dal 2007 al 2012 e precedentemente era stato anche direttore generale del Comune di Termoli.
L’ingresso in Abruzzo c’è stato nel 2014, quando la giunta D’Alfonso lo nominò direttore generale della Asl di Teramo. Incarico che gli è stato rinnovato per un secondo mandato fino a quando è stato chiamato dalla giunta Marsilio a ricoprire l’incarico da direttore del dipartimento salute e welfare della Regione. Grande appassionato di calcio, seguiva per quanto possibile le sorti della squadra della sua città natale, il Campobasso calcio. Ed è stato anche uno dei primi a scendere in piazza, nel maggio 2015, quanto il Teramo calcio fu promosso in serie B. Un’altra testimonianza dell’affetto che lo legava a quella che si può definire sua città di adozione è che, pur ricoprendo l’incarico in Regione era rimasto a vivere a Teramo. Un affetto ricambiato: oggi a Teramo è lutto cittadino.
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