Muriana: le altre vittime si facciano avanti

8 Luglio 2016

Appello del capo della Mobile: pronti a nuove attività, ma serve la collaborazione degli imprenditori

PESCARA. «Questa indagine rappresenta il paradigma di come funziona la corruzione in Italia». Il capo della Mobile Pierfrancesco Muriana commenta così l’ultima operazione che incrocia la sanità pubblica e le imprese. «C’è un pubblico ufficiale infedele che vende il suo lavoro e», continua Muriana, «c’è il privato che non accetta la concorrenza del mercato ma coglie l’occasione per remunerare questo pubblico ufficiale per i favori illeciti. Inoltre, la complessità del quadro normativo nel campo della sicurezza del lavoro favorisce le contestazioni pretestuose: in questo contesto, il pubblico ufficiale si fa forte e si inserisce un’azione di pressing verso piccole e medie aziende». È questa l’accusa di corruzione contestata al medico della Asl Giorgio Robuffo, 60 anni di Montesilvano, sospeso dal servizio per 6 mesi.

Muriana sottolinea un altro passaggio: «L’indagine rivela che il costo sociale della corruzione ricade sul soggetto più debole e cioè gli imprenditori vittime: a uno di loro è stata offerta la redazione di un documento di valutazione del rischio a 4 mila euro mentre un altro professionista lo ha realizzato per 800». Un altro elemento ricorrente, dice il capo della Mobile, è l’uso dei familiari per non alimentare sospetti: «La famiglia è usata come schermo per mascherare le dazioni», afferma Muriana.

Il provvedimento di ieri non chiude il caso: l’indagine va avanti e, dopo le perquisizioni negli uffici di due medici non indagati, Muriana annuncia che «ci saranno altre attività di polizia giudiziaria». E lancia un appello: «Se ci sono altre vittime, si facessero avanti». (p.l.)