Musica alta e traffico in tilt le notti insonni della riviera

I residenti della zona di Santa Filomena scrivono al sindaco: «Servono controlli» Via Livenza diventa un imbuto: mai partiti i lavori promessi per creare nuovi spazi
MONTESILVANO. Torna l’estate, esplode la movida sul lungomare e, come ogni anno, le notti si trasformano in incubi ad occhi aperti per gli abitanti della zona di Santa Filomena, costretti a convivere impotenti con traffico e rumore fino alle prime luci dell’alba. Accade in particolare per residenti e turisti di via Livenza e via Crati, dove la vicinanza con gli stabilimenti Tre Palme e Tortuga, affollatissimi nelle notti estive e soprattutto nei fine settimana, rende la vita impossibile per famiglie, anziani, bambini e lavoratori. Nonostante le richieste di aiuto che da anni i residenti lanciano ad amministrazioni e balneatori, compresa una raccolta firme promossa lo scorso anno e sottoscritta da oltre 100 famiglie, il problema si ripropone con costanza ogni anno.
A farsi portavoce dei residenti della zona e a segnalare nuovamente il problema, con una lettera al sindaco Francesco Maragno, è questa volta Francesco Genito: «Non riusciamo a comprendere la necessità, per divertirsi, di far ascoltare a livelli inaccettabili la musica serale fino alle tre di mattina, perché sembra questa sia l’ora autorizzata dal Comune, così sensibile ai problemi di questi poveri balneatori», scrive il residente. «Non riusciamo a capire il motivo di tali eccessi, basterebbe un po’ di rispetto, anche nell’orientare le casse acustiche verso il mare e non verso la strada, così da consentire ai giovani di divertirsi e a noi di dormire».
I residenti, che evidenziando come neanche le forze dell’ordine sollecitate possano fare nulla per misurare i decibel, chiedono quindi controlli periodici del Comune fino alle 3. A esasperare chi vive in via Livenza, inoltre, i continui ingorghi notturni, dovuti alla strada senza uscita e ai parcheggi selvaggi del popolo della notte. Automobilisti attaccati al clacson e risse sotto i propri balconi sono scene all’ordine del giorno per gli abitanti della strada al confine con Pescara. Eppure la scorsa estate la soluzione sembrava essere stata individuata dalla giunta e dalla polizia municipale: espropriare un tratto di via Crati e aprirlo al transito così da creare un circuito aperto e a senso unico. Ma un anno è trascorso e nulla è cambiato – compresa la presenza ormai inutile dei dissuasori sostituiti da tempo con dei paletti – con buona pace dei residenti.

