Naiadi, il Pd attacca: non esiste l’atto per riaprire le piscine

14 Settembre 2023

Blasioli: «L’affidamento al Club Aquatico non era possibile» Svelati i termini dell’accordo: niente canone e bollette pagate

PESCARA. «Agli atti non esiste alcuna convenzione tra la Regione Abruzzo e il Club Aquatico Pescara per la gestione dell’impianto». Lo afferma il dirigente regionale Carlo Tereo de Landerset (dipartimento Sviluppo economico-turismo-sport) sul caso Naiadi. Il complesso sportivo, affidato dal 1° settembre scorso fino al 31 dicembre prossimo alla società pescarese, resta chiuso e non c’è ancora una data certa per la riapertura. La presa di posizione di Tereo de Landeset è contenuta in una nota di risposta al consigliere regionale Pd Antonio Blasioli, autore di una richiesta di accesso agli atti sull’affidamento temporaneo del complesso con 55 anni di storia alle spalle ma con un presente travagliato e un futuro a rischio. Intanto, mancano 4 giorni alla scadenza del bando da 39 milioni di euro per la gestione ventennale dell’impianto: si tratta di un bando prorogato perché, alla prima scadenza del 31 luglio, nessuno si era fatto avanti, di qui la decisione di spostare il termine al 18 settembre.
«A dispetto dei mirabolanti annunci di riapertura per il 1° settembre, Le Naiadi continuano a essere chiuse», dice Blasioli insieme al consigliere regionale Silvio Paolucci e ai consiglieri comunali Pd Piero Giampietro, Francesco Pagnanelli, Giovanni Di Iacovo e Marco Presutti. Sui cancelli restano i lucchetti. «La convenzione tra la Regione e la società individuata, tra mille ambiguità, per la gestione temporanea non è ancora stata stipulata», sottolinea il consigliere, «nel mentre atleti e appassionati sono comprensibilmente diretti verso altri lidi, con tutto ciò che ne consegue in termini di riduzione del numero degli abbonamenti sottoscritti e attrattività di quello che un tempo era il terzo impianto natatorio d’Italia».
Le Naiadi sono al centro di un caso politico: «La responsabilità di un simile pasticcio», accusa Blasioli, «è del centrodestra regionale, che negli ultimi giorni si è trincerato dietro un silenzio colmo di imbarazzo. Di fronte alla perdurante e incresciosa chiusura delle piscine, il presidente Marco Marsilio e il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri non si sono più pronunciati».
E invece Sospiri replica al Pd e dice: «Mentre il Pd, indossate le vesti di Miss Marple, è a caccia di cavillose argomentazioni sperando che le Naiadi restino chiuse al fine di una sterile strumentalizzazione elettorale, con la giunta Marsilio stiamo lavorando e, tra pochi giorni, le piscine torneranno a essere pienamente fruibili». Secondo Sospiri, l’impianto è ancora chiuso per la mancanza di corrente: «La società è riuscita a effettuare subito gli allacci di acqua e gas, purtroppo è ancora in attesa dell’allaccio della corrente che ha una procedura più farraginosa». Poi, la stoccata: «Marsilio e io inviteremo il Pd al primo tuffo in piscina, sperando che la riapertura non rappresenti una delusione e un boccone troppo amaro da digerire».
Le Naiadi, alla scadenza della concessione della precedente gestione in mano alla Pretuziana di Teramo, sono state affidate al Club Aquatico con un atto dell’Areacom (ex Arit), cioè l’Agenzia per la committenza della Regione. Nella risposta di Tereo de Landerset a Blasioli, c’è scritto: «Agli atti non esiste alcuna delega ad Areacom per l’avvio di una procedura di affidamento temporaneo dell’impianto». «L’Areacom», dice Blasioli, «non aveva alcun mandato a procedere all’affidamento diretto. Aveva mandato solo e soltanto per lo svolgimento della gara ventennale».
Blasioli rivela poi l’esistenza di un contenzioso, indiretto, tra Regione e Club Aquatico: «La Regione», dice, «vanta un credito di 122mila euro, relativi alla fornitura idrica, nei confronti dell’ati Naiadi 2020, che ha gestito l’impianto dal 2019 fino a parte del 2021. Il Club Aquatico era una delle 4 società che formavano l’ati».
Il Pd rende noti i termini dell’accordo tra Regione e Club Aquatico, presieduto da Riccardo Fustinoni: «Dalla documentazione che ci è pervenuta è emersa una novità rilevante: il Club Aquatico non corrisponderà alcun canone alla Regione. Nello schema di contratto si legge che “trattandosi di affidamento per ragioni d’urgenza, non è prevista la corresponsione del canone in quanto l’utilità e l’interesse pubblico prevalente è quello di garantire la funzionalità dell’impianto nelle more della definizione della gara europea in corso di svolgimento”. A fronte dei circa 50mila euro annui richiesti nel bando ventennale, il canone della gestione temporanea sarà pari a zero, così come saranno azzerate anche le spese per le utenze».