Naiadi, l’ultimo atto è desolante: tagliati luce e gas, il futuro è fosco

12 Febbraio 2021

Le associazioni chiedono l’intervento della Regione dopo la mancata riapertura del Palapallanuoto la diffida dell’Ente a ripartire entro pochi giorni e il probabile passo indietro dell’attuale gestione

PESCARA. Volano gli stracci nella gestione delle Naiadi. Dopo la mancata riapertura del Palapallanuoto, la diffida della Regione arrivata martedì per ripartire entro 7 giorni e la volontà, trapelata in via ufficiosa ma non per questo meno fondata, di un possibile passo indietro del gestore, a intervenire sono il Club Aquatico, con il vice presidente dell'Ati che gestisce l’impianto Riccardo Fustinoni, Swim Team, una delle associazioni sportive che avrebbe dovuto rientrare in piscina e l’altra socia dell’Ati Pescara Pallanuoto. Fustinoni punta il dito contro il direttore generale dell'impianto Nazzareno Di Matteo: «Se le associazioni si sono sfilate è perché dal 5 febbraio alle Naiadi sono state staccate le utenze luce e gas per morosità», dice in merito alla notizia fatta uscire ieri mattina da Swim Team con un post su facebook. «Di Matteo parla di crediti dalle associazioni e dalla Regione. Ma questi crediti sono esigibili? I lavori fatti all'impianto e per i quali si chiede il rimborso dell'Ente, sono stati pagati?».
E ancora: «Gli incassi di settembre e ottobre, due mesi in cui la struttura ha lavorato a pieno regime, facendo un gran numero di abbonamenti annuali, per che cosa sono stati utilizzati? Il gestore ci dice di non avere risorse per riaprire il Palapallanuoto, questo forse perché tutte quella a sua disposizione sono state utilizzate per far ripartire la piscina Pinguino di Avezzano, che lo scorso fine settimana ha ospitato delle gare di nuoto». Infine sottolinea: «Quello a cui stiamo assistendo è il triste epilogo che avevamo denunciato già mesi fa. Non voglio e non posso sottrarmi al fallimento di questo progetto, del quale sono parte ma dal quale ho subito preso le distanze, nonostante che sia stato io a invitare la Pinguino due anni fa. Chiedo a Di Matteo di fare un regalo agli sportivi pescaresi facendo un passo indietro. E poi mi rivolgo alla Regione, che è sempre stata molto attenta, chiedendole una soluzione per restituire Le Naiadi alla città di Pescara».
Analoghi i toni usati da Swim Team: «Dopo aver sopportato le esternazioni del gestore Di Matteo, che imputava la chiusura di ottobre alla mancata richiesta di prosecuzione da parte delle società, quando invece si è trattato di una scelta unilaterale, non possiamo soprassedere ora che si cerca di scaricare su alcune società, tra cui la nostra, la mancata riapertura. Di Matteo tace sul distacco delle utenze per morosità, ma senza luce e gas sarebbe stato impossibile riaprire l'8 febbraio».
E sul capitolo crediti aggiunge: «Dei 40mila euro di credito che il direttore dice di vantare, neanche un centesimo può essere imputato a Swim Team o alla Hurricane, altra società chiamata in causa. Probabilmente, farebbe meglio a cercare all'interno dell'Ati». In serata, arriva anche la posizione della Pescara Pallanuoto: «Quello che temevamo sta succedendo, forse nel peggiore degli scenari. Dopo aver sperato di rientrare alle Naiadi, scopriamo che non solo non riaprirà il nostro campo di gioco, ma probabilmente non riaprirà l'intero centro sportivo. Almeno con questa gestione. Tra le componenti dell'Ati la Pescara Pallanuoto è l'unica che non ha un altro impianto in gestione e che quindi avrebbe avuto davvero la necessità di rientrare». E ancora: «Durante un'assemblea fiume durata tre giorni, il direttore Di Matteo ha dato per certo che il Palapallanuoto potesse riaprire. Sono stati fatti dei conti con spese di gestione difficili da comprendere, in quanto puntualmente cambiate. Sono stati organizzati spazi acqua che hanno solo fatto scappare a gambe levate una delle società con il maggior numero di corsie. Alla fine, i soci che hanno un'altra piscina in gestione se la mantengono aperta, mentre delle Naiadi non s'interessa nessuno. L'auspicio è che le chiavi tornino al più presto alla Regione, che saprà mettere una persona preparata e coraggiosa a capo dell'impianto, così da consentirne la ripartenza in tempi brevi».