Naiadi, la denuncia di 3 società: ostacolati i nostri allenamenti

28 Settembre 2022

I dirigenti sportivi chiedono l’intervento della Regione «Il gestore ha ridotto le ore a 370 tesserati per fare nuoto»

PESCARA. Tre società di nuoto pescaresi denunciano di non poter utilizzare, se non per poche ore a settimana, le piscine Le Naiadi per far allenare i tesserati e far disputare le gare alle proprie squadre.
Si tratta di Club aquatico Pescara, Swamp swimming e Swim action Montesilvano con i rispettivi presidenti, Riccardo Fustinoni, Sergio Nobilio e Fabrizio D’Onofrio che informano, con una lettera, la Regione Abruzzo, proprietaria della struttura. Le società contestano i comportamenti del gestore temporaneo (fino a luglio 2023) dell’impianto che, «in violazione palese del bando di gestione, sviliscono e contraddicono lo spirito e le finalità con le quali si è provveduto ad affidare temporaneamente la gestione alla società Pretuziana Sport».
Chiedono «immediatamente un intervento della Regione per far sì che i nostri ragazzi possano tornare serenamente ad allenarsi» e sollecitano l'ente ad «attivarsi altrettanto immediatamente per bandire una gara d'appalto che possa dare stabilità all'impianto pescarese».
«Esprimiamo lamento per la mancata fruizione dell’impianto regiona le pubblico per tutti i nostri 370 atleti che ad oggi, 27 settembre, non hanno avuto la possibilità di ingresso all'impianto a causa della latitanza del management della Pretuziana, attuale gestore temporaneo dell'impianto che in prima battuta ha concesso solo un decimo dello spazio utilizzato e regolarmente pagato lo scorso anno», con 80.000 euro.
«Parliamo di ragazzi», spiegano le tre società alla Regione, «che nel 2021 hanno partecipato ai Campionati italiani di nuoto, Campionati italiani di nuoto sincronizzato, Campionati italiani di salvamento e Campionati nazionali di pallanuoto».
«A seguito della nostra richiesta di conferma di impegno dell'impianto effettuata in data il primo settembre scorso (lo scorso anno pari a 130 ore a settimana), l'attuale gestore temporaneo», spiegano i dirigenti delle tre società, «ci ha concesso solo 13 ore in data 9 settembre scorso, ossia un decimo del necessario, totalmente insufficiente alle nostre necessità, mettendoci di fatto alla porta.
Si tratta, in sostanza, di «tre società, 370 atleti a cui è vietato il diritto di allenarsi e di allenare, 24 tecnici ai quali è negata la possibilità di lavorare». Tra i tecnici indicati dai dirigenti delle tre società c'è anche il campione olimpico Marco D'Altrui.
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