Naiadi, negato l’ingresso a 220 ragazzi
Tornelli e guardie giurate per impedire l’entrata agli atleti del Club Acquatico Pescara: «Debito non pagato di 13mila euro»
PESCARA. Brutta sorpresa ieri pomeriggio per 220 bambini e ragazzi, molti dei quali erano accompagnati dai genitori, del Club Aquatico Pescara che si sono visti negare l'ingresso all'interno del complesso sportivo Le Naiadi.
A decidere per il blocco è stata la Progetto Sport, società che detiene, in base a una convenzione del 2008 con la Regione Abruzzo, la gestione dell'impianto sportivo.
Per evitare che i tesserati del Club Aquatico potessero fare regolare ingresso nelle piscine, la concessionaria della struttura pubblica, di proprietà della Regione, ha deciso di far installare i tornelli all'ingresso con la presenza di due guardie giurate con qualifica di pubblica sicurezza alle quali è stata consegnata una lista degli atleti che avrebbero potuto entrare.
Tra questi, ovviamente, non erano stati ricompresi quelli del Club Aquatico. Diverse mamme si sono rivolte ai responsabili della struttura chiedendo delucidazioni.
A spiegare le ragioni che hanno portato a questa decisione è la nuova proprietà, subentrata lo scorso 9 aprile, della Progetto Sport: «Il problema è che il Club Aquatico è l'unica società sportiva inadempiente, sotto tutti gli aspetti, e morosa di circa tredicimila euro. Non hanno una copertura assicurativa per i propri associati e non firmano il contratto dei servizi e l'autocertificazione sulla responsabilità civile. Sono morosi da molto tempo e sono stati destinatari di due decreti ingiuntivi ai quali non si sono mai opposti. Senza un auspicabile avvicinamento tra le parti, il prossimo arriverà a breve. Il Club Aquatico paga gli spazi acqua con tutti gli annessi come le bollette. Noi paghiamo sessantamila euro di gas al mese visto che è una struttura obsoleta e mancano trentamila euro per pagare e abbiamo già ricevuto un sollecito. Tra questi soldi mancano i loro tredicimila euro, ma la settimana scorsa abbiamo ricevuto un bonifico di 2500 euro e un altro ci è stato annunciato oggi (ieri) della stessa somma».
Un’altra contestazione è quella relativa allo svolgimento della scuola nuoto, che sarebbe prerogativa della Progetto Sport in base alla convenzione con la Regione.
Secca la replica di Riccardo Fustinoni, presidente del Club Aquatico: «Sono le solite dichiarazioni strumentali che il gestore fa a nostro danno, speravamo di poter avviare rapporti sereni con la nuova proprietà. Abbiamo le assicurazioni sportive così come tutte le società che operano in impianti pubblici come questo regionale. La sicurezza e la fruibilità degli impianti competono al gestore».
Aggiunge Fustinoni: «Tutte le società sportive effettuano attività federale, dai bambini ai ragazzi, noi facciamo avviamento all'attività agonistica che è differente dalla scuola nuoto. Riteniamo che sia una chiara violazione dei rapporti tra utenti e gestore, che gestisce un pubblico servizio, e solo la Regione potrebbe arrogarsi questo diritto di vietare l'ingresso. Da due anni abbiamo chiesto alla Regione di pronunciarsi sulla correttezza dei contratti di affitto e sulle tariffe applicate ma a oggi, nonostante gli sforzi, non si riesce ad avere un tavolo comune per risolvere la questione. Il saldo che dobbiamo è di 8.924 euro al netto degli ultimi bonifici, quindi una rata mensile, quella di marzo. Pare che si stiano applicando regole private a un bene pubblico».
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