Naiadi, rischio chiusura da agosto Masci: date l’impianto al Comune

La proposta dell’assessore regionale Liris di una proroga di tre mesi non soddisfa l’attuale gestione in scadenza il 31 luglio. In pericolo i 60 posti di lavoro e l’iscrizione in A2 della Pescara Pallanuoto
PESCARA. La prospettiva di una proroga di tre mesi di gestione, in attesa del project o di un nuovo bando, paventata dall'assessore Guido Liris, non piace a Naiadi 2020 e nemmeno a lavoratori e sindacati, che ieri sono tornati a far sentire la loro voce. Non piace nemmeno al sindaco di Pescara Carlo Masci, che nel corso di una giornata piuttosto frenetica ha diramato un comunicato in cui ha chiesto alla Regione di valutare il trasferimento della competenza dell'impianto in capo al Comune: «E' difficile credere che ulteriori tre mesi possano contenere gli elementi per guardare con realismo al futuro del complesso Le Naiadi», scrive il primo cittadino, «A tal proposito, il Comune è pronto a fare la sua parte, anche chiedendo alla Regione il trasferimento dell’impianto in suo favore, in modo da poter organizzare nei tempi e nei modi giusti una gestione che possa valorizzare le caratteristiche uniche di quell’autentico patrimonio sportivo, culturale, storico e ambientale della città, che vogliamo inserire in un più ampio contesto che è il Parco Nord».
L'attuale affidamento è in scadenza al 31 luglio e al di là delle parole dell'assessore Liris che ha più volte assicurato come «l'impianto non rimarrà chiuso neppure un giorno», le certezze a oggi sono poche.
Gli attuali gestori per il momento preferiscono mantenere il basso profilo, ma secondo fonti accreditate un'eventuale proposta di soli tre mesi di proroga verrebbe riconsegnata al mittente unitamente alle chiavi dell'impianto. Troppo poco tempo per programmare il lavoro.
Tradotto, dal primo agosto Le Naiadi rischiano di ritrovarsi nuovamente chiuse, con tutte le conseguenze del caso: da quelle occupazionali, con oltre 60 lavoratori e tutti i collaboratori delle varie società sportive a rischio, allo stop all'organizzazione dei campionati regionali di nuoto, che in accordo con Fin Abruzzo l'impianto avrebbe ospitato ad agosto, fino ad arrivare al futuro della Pescara Pallanuoto che senza piscina difficilmente si iscriverebbe al prossimo campionato di A-2. Prospettive nefaste insomma, che vanno scongiurate adesso che si è ancora in tempo. Ieri mattina, anche i sindacati sono tornati a far sentire la loro voce.
«Le dichiarazioni dell'assessore Liris ci hanno lasciato senza parole», taglia corto Guido Cupido della Slc Cgil. «Una proroga di tre mesi non risolve alcun problema. L'anno sportivo inizia normalmente a settembre: mi chiedo, con quale prospettive se poi l'affidamento scadrebbe a fine ottobre?». E prosegue: «Per quella che è la mia interpretazione, le parole dette dall'assessore possono avere due spiegazioni: o non ha consapevolezza del problema, oppure ce l'ha a tal punto da avere già un piano per il futuro, del quale vorremmo essere messi a conoscenza, visto che per tre volte abbiamo chiesto un tavolo di confronto e mai nessuno ci ha dato retta». A questo punto, con la scadenza dell'affidamento provvisorio tra poco più di un mese e lo spettro dell'apertura dei licenziamenti collettivi, Luca Ondifero della Cgil Pescara attacca: «In mancanza di un confronto con la politica si va incontro a una mobilitazione. Sappiamo che questa scelta andrebbe a impattare sull'utenza, ma non ci viene lasciata altra scelta». Oggi una delegazione di lavoratori verrà ricevuta da alcuni esponenti politici per poi andare a colloquio con il sindaco Masci nel pomeriggio.
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