Naiadi: sì al progetto da 8 milioni, ma con norme sul Covid

L’Asd Pescara 1987 di Amedeo Pomilio chiede alla Regione di apportare delle modifiche in base alle regole anticontagio
PESCARA. Il project financing delle Naiadi procede. Secondo i tempi della burocrazia, ma va avanti. Una luce in fondo al tunnel nonostante le tenebre del Covid-19. È passato un po’ di tempo dalla presentazione del progetto di ristrutturazione e riqualificazione dell’impianto sportivo di proprietà della Regione nella zona nord di Pescara. Dal dicembre del 2017 la pratica è stata esaminata e discussa, tanto che nelle scorse settimane l’ente ha comunicato alla proponente Asd Pescara 1987 e alla Landbau (lo studio di ingegneria) di essere pronto per istruire il bando del project financing da otto milioni di euro.
Nel frattempo, va ricordato che il progetto è stato incardinato nel piano triennale delle opere pubbliche. La variante imprevista è rappresentata proprio dal coronavirus con tutto ciò che ne consegue. Soprattutto, a livello di normative. Ed è per questo motivo che la Asd Pescara 1987 del presidente Amedeo Pomilio ha scritto alla Regione spiegando che sarebbe necessario e utile una rimodulazione del progetto originario per adeguarlo alle linee guida predisposte dal Governo sia per i centri sportivi sia per le piscine.
Un adeguamento, inevitabile, sul solco del progetto che ha superato tutte le verifiche previste dalla conferenza dei servizi. Ma, chiaramente, gli spazi in acqua andrebbero ridisegnati secondo le norme di distanziamento sociale e sanificazione. Lo stesso dicasi, ad esempio, per gli spogliatoi. Aggiustamenti indispensabili per rendere, eventualmente, le Naiadi il primo impianto in Italia ristrutturato secondo le norme anti Covid-19. All’avanguardia anche sul piano dell’efficientamento energetico. Presumibilmente, nelle prossime settimane le parti si incontreranno per trovare un punto di incontro. Se non ci saranno intoppi sulla strada e la Regione deciderà per la stesura del bando, occorreranno alcuni mesi per l’aggiudicazione; dopodiché partiranno i lavori. Le Naiadi guardano sì al futuro, ma devono pensare anche al presente (lunedì è prevista la riapertura al pubblico), al contratto di gestione che scadrà a fine luglio. Al momento, la Regione deve tenere conto di due livelli che dovranno ricongiungersi prima o poi: quello legato al project financing e l’altro alla gestione dell’impianto per la quale esistono problemi immediati legati alle norme anti Covid-19 e alle polemiche sulla gestione. Il consorzio di società che ha ottenuto la gestione l’anno scorso, infatti, è in lite. A tal punto che alcuni soci hanno denunciato in tribunale il management per presunte irregolarità e un’amministrazione opaca. La cosa, ovviamente, ha indispettito la Regione. Che, essendo proprietaria dell’impianto, viene chiamata in causa ogni volta che c’è necessità di soldi. Ed è accaduto spesso negli ultimi anni. Un problema cronico, quello delle Naiadi, noto sin fagli anni Ottanta-Novanta, quando gli spalti delle piscine erano piene di spettatori attirati dalle imprese e dai trionfi della squadra di pallanuoto messa in piedi dal compianto Gabriele Pomilio. Adesso, il project financing potrebbe essere una soluzione, dal momento che permetterebbe di rilanciare le piscine e, al tempo stesso, di togliere il peso della gestione alla Regione. L’idea del project financing è nata nell’estate del 2017 durante la festa del trentennale del Triplete della pallanuoto pescarese.
La spinta dei protagonisti dei trionfi dell’epoca e il progetto proposto dall’Asd Pescara 1987 presieduta da Amedeo Pomilio - vice ct del Settebello e figlio del compianto Gabriele - sono la speranza di rilancio delle piscine.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

