Napolitano: mai stata tagliatrice di nastri

9 Settembre 2015

«Sono sempre stato un ammiratore della regina Elisabetta e della sua famiglia, per il contributo decisivo che hanno dato all'esperienza drammatica del Regno Unito nella Seconda Guerra Mondiale e alla...

«Sono sempre stato un ammiratore della regina Elisabetta e della sua famiglia, per il contributo decisivo che hanno dato all'esperienza drammatica del Regno Unito nella Seconda Guerra Mondiale e alla Vittoria». Così il presidente emerito Giorgio Napolitano sintetizza il suo sentimento per la sovrana britannica che oggi supera l'ava Vittoria per longevità sul trono, in un colloquio contenuto nel libro “Elisabetta II Regina” di Francesco De Leo. Un rapporto, quello tra la sovrana e l'ex presidente, che è diventato, nel corso degli anni, più di un normale scambio di formalità fra capi di Stato. A testimoniarlo c'è una lettera - acclusa nel libro - scritta da Elisabetta lo scorso 23 dicembre (2014) in cui la regina, appreso delle «imminenti dimissioni», ci tiene a comunicare la sua «ammirazione» per il modo in cui Napolitano «ha servito il suo paese per tanti anni con senso del dovere e fedeltà, in tempi difficili come in tempi gratificanti». La formula di commiato - in un universo dove la forma è sostanza - dice tutto: «la sua buona amica».

Amicizia che ha trovato il suo sigillo, anche pubblico, nella visita privata al Colle nell'aprile del 2014, quando Napolitano e consorte pranzarono con Elisabetta e Filippo nel torrino del Quirinale - già palazzo di papi e re - prima d'incontrare, sempre in forma privata, Papa Francesco. «La regina», ricorda Napolitano, «si trattenne con me qualche minuto in più e arrivò in Vaticano un pò in ritardo». Ecco, basterebbe questo a rimarcare l'eccezionalità del rapporto fra Elisabetta e Napolitano. «Lei - chiosa il presidente emerito toccando il punto di quanto sia rilevante il monarca britannico per la vita politica del Paese - non è mai stata una tagliatrice di nastri ma ha esercitato un'influenza molto forte sulla popolazione e sulle istituzioni».