Nardocci: «Anno della ripartenza»

9 Settembre 2022

Ripresa dell’attività scolastica, ottimista il nuovo direttore dell’Ufficio regionale

L’AQUILA. «È l’anno della ripartenza definitiva»: alla vigilia del ritorno sui banchi ostenta ottimismo Massimiliano Nardocci, fresco di nomina a direttore dell’Ufficio scolastico regionale, dopo dodici anni di impiego in vari uffici della direzione generale e in diverse province abruzzesi. «Mai come quest’anno c’è una forte voglia di ricominciare», assicura Nardocci, «da parte di tutti: ragazzi, famiglie docenti».
Direttore, che anno scolastico si aspetta?
«Sicuramente un anno caratterizzato dal ritorno alla normalità dopo la cessazione delle misure anti-Covid più stringenti. Siamo pronti a concentrarci sull’attività didattica, e sul recupero della socialità e del benessere dei ragazzi».
Non teme un colpo di coda del Covid?
«Mi auguro che non ci sia. Persistono comunque alcune misure di sicurezza basilari, come ad esempio l’aerazione e l’igienizzazione dei locali. Ovviamente in caso di imprevisti siamo pronti a intervenire con misure ulteriori».
Lei è pronto ad affrontare questo nuovo incarico?
«Vengo da dodici anni di esperienza in vari settori dell’Ufficio regionale abruzzese, e conosco bene la situazione. Penso che siamo tutti pronti in generale. In estate abbiamo lavorato molto sugli organici e sulle nomine dei docenti di ruolo, e non dovremmo avere problemi con l’organico insegnanti. Tra le altre cose è diminuita la popolazione scolastica, in particolare nella scuola d’infanzia: contiamo circa 2.400 unità in meno. Ci rassicura il rapporto tra studenti e docenti, con una popolazione di oltre 165mila studenti da un lato, e dall’altro di poco meno di 16mila insegnanti, tra i quali 14.748 già assegnati e 1.093 per altre attività. Non dovrebbero esserci situazioni di sovraffollamento, nonostante l’accoglienza di circa 800 ucraini, che si trovano soprattutto sulla costa».
Non mancheranno, quindi, i professori nelle scuole abruzzesi.
«Abbiamo compiuto tutte le procedure concorsuali, con la stabilizzazione di circa un migliaio di precari. Gli incarichi di supplenza sono stati già assegnati. In questo momento stiamo lavorando alle rinunce: diciamo che restano gli ultimi buchi da tappare. Abbiamo fatto anche passi avanti per quanto riguarda gli insegnanti di sostegno, grazie ai percorsi di specializzazione delle Università dell’Aquila e di Teramo».
L’edilizia scolastica rappresenta una nota dolente?
«Purtroppo questo è un settore che comporta tempi lunghi di programmazione e di intervento, e negli ultimi anni sono emerse criticità che in passato non erano state affrontate. Soprattutto dopo il terremoto sono venute fuori con evidenza situazioni su cui bisogna intervenire. Criticità ci sono a macchia di leopardo in tutta la regione, e paradossalmente più in altri posti che all’Aquila, perché altrove non esistono le stesse strutture di emergenza».
Settimana corta come soluzione alla crisi energetica: cosa ne pensa? Darà indicazioni in questo senso?
«Credo che l’organizzazione degli orari vada fatta esclusivamente in base alle esigenze didattiche. Gli istituti decideranno in autonomia se la settimana corta nel proprio caso lo è».
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