Nasce la Rete, a sostegno delle donne vittime di violenza

17 Settembre 2022

PESCARA. Intervenire quando la fase di emergenza si è conclusa e le donne che hanno subito violenza devono fare i conti con loro stesse e trovare la loro autonomia, emotiva, ma pure abitativa e...

PESCARA. Intervenire quando la fase di emergenza si è conclusa e le donne che hanno subito violenza devono fare i conti con loro stesse e trovare la loro autonomia, emotiva, ma pure abitativa e lavorativa. È lo scopo di Rete Libera Tutte, un accordo tra associazioni imprenditoriali e di categoria, enti di terzo settore, agenzie per il lavoro e immobiliari di Chieti-Pescara.
L’iniziativa rientra nel progetto “Autonomia: sostantivo femminile”, promosso dall’associazione Lì aps – Laboratorio e Innovazione di Pescara con l’associazione Novissi e con Ananke e con il contributo del ministero del Lavoro e della Regione, iniziato nell'autunno 2021 e che ha coinvolto già 15 donne vittime di violenza.
«La Rete nasce con l’obiettivo di dare continuità al progetto Autonomia e aiutare le donne a essere liberate», ha spiegato Maria Pia Rana, presidente Lì aps.
«Si tratta di un accordo di collaborazione in cui tutti insieme ci impegniamo a promuovere strategie comuni di intervento per favorire l’autonomia delle donne». L'intesa è stata firmata giovedì nella sede della Provincia, dalle tre associazioni promotrici e dal Comitato per l'imprenditoria femminile della Camera di Commercio Chieti-Pescara; Confesercenti Chieti-Pescara – Impresa Donna; Confindustria Chieti-Pescara - Gruppo le imprenditrici; Cna Impresa Donna Abruzzo; Apl Cna Chieti; Nxs Srl; Focus Srl; Sinergie Education; Apl Cna Pescara; Ecipa Abruzzo; Confabitare Abruzzo. Con il protocollo, le associazioni imprenditoriali si attivano a mobilitare le imprese per offrire tirocini, collaborazioni professionali, assunzioni; le agenzie formative e per il lavoro a promuovere orientamento; e infine le agenzie immobiliari a supportarle nella ricerca di un’abitazione.
«Da sempre abbiamo voluto aiutare le donne vittima di violenza sia nel riappropriarsi della propria vita, ma anche nel rimettersi in gioco lavorativamente e socialmente» ha affermato la presidente di Ananke, Brunella Capisciotti.
«L’obiettivo del progetto è di cercare di rendere le donne indipendenti, dopo la fase di emergenza», ha aggiunto Marco Di Sebastiano, responsabile dell’area autonomia lavorativa. «Le 15 donne già nella rete sono nel processo di riacquisizione della loro autonomia, con alcune di loro che stanno frequentando corsi di formazione, altre stanno cercando lavoro. Su altre, che avevano già un lavoro, abbiamo lavorato per il supporto abitativo o nel sostegno con i figli». (m.pa.)
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