Nascerà un’altra casa per i bimbi emopatici

21 Marzo 2017

È necessaria una nuova sede all’associazione Agbe che accoglie tutte le famiglie dei piccoli malati

PESCARA. Nascerà una nuova casa Agbe. La struttura, destinata all'ospitalità delle famiglie dei bambini con patologie oncoematologiche, sarà pronta entro un paio d'anni e sorgerà in via Passo della Portella, a qualche decina di metri dall'attuale palazzo rosso "Trenta Ore per la Vita", (quest’ultimo finanziato in gran parte con i fondi della omonima fondazione della show girl Lorella Cuccarini) angolo via Rigopiano, dove ha sede l'associazione Genitori bambini emopatici diretta da Achille Di Paolo Emilio.

Un ampliamento reso necessario per rispondere alle crescenti esigenze delle famiglie dei piccoli pazienti in cura al day hospital di Ematologia del Santo Spirito. Per ristrutturare l'immobile, occorrono 450mila euro. La gara di solidarietà per raccogliere i fondi è partita giovedi scorso con lo spettacolo teatrale di Eduardo De Filippo "Filumena Marturano" che è andato in scena nell'auditorium Flaiano per la regìa di Luigi Ciavarelli, della Compagnia teatrale Il Mosaico.

Il «grazie» del presidente dell'Agbe «a tutti coloro che hanno partecipato all'evento» e l'appello alle istituzioni: «Questo spettacolo» spiega Di Paolo «ha dato l'avvio a una serie di iniziative che ci consentiranno di raggiungere il traguardo, entro un paio d'anni, dell'apertura della nuova "Casa Agbe", così si chiamerà la struttura, che accoglierà altre tre famiglie oltre alle attuali sei che ospitiamo nel palazzo rosso per un totale, attualmente, di quindici persone, tra le quali bambini di età compresa tra i tre e i dodici anni».

La futura "Casa Agbe" "sarà disposta su tre livelli» proisegue il presidente «avrà una sala conferenze di cinquanta metri quadrati, spazio per noi molto importante per organizzare manifestazioni insieme alle famiglie, tre alloggi per i genitori e i bimbi, cucina, spazi ludici e bagni».

L'associazione, fondata 17 anni fa da Di Paolo e Massimo Parenti, fa i conti con un numero sempre crescente di richieste di ospitalità per continuare le terapie in ospedale e cercare di dare ai piccoli la serenità di una vera casa.

«Abbiamo triplicato le presenze in day hospital e registriamo un sovraffollamento nell'attuale casa famiglia, pertanto abbiamo dovuto chiedere aiuto per gli alloggi alla parrocchia San Benedetto e San Giovanni di don Massimo, ai Colli e ringraziato per la generosità, gli amici dell'associazione. Facciamo, inoltre, appello alle istituzioni locali e regionali» chiude il preoidente dell’associazione, «per reperire i fondi necessari al completamento dell'opera». ©RIPRODUZIONE RISERVATA