Nascosti nel box 53 chili di droga Condanna a tre anni e una multa

Un anno dopo la scoperta del maxi carico arriva la decisione del tribunale: la sanzione è di 4mila euro Ma la sentenza presenta un vizio e ora deve essere riscritta: «Non si possono contestare le aggravanti»
MONTESILVANO. Custodire in garage 53,4 chili di marijuana «occultati in più borsoni» – una partita di droga che una volta spacciata fino all’ultimo grammo avrebbe potuto fruttare più di 500mila euro – equivale a una condanna a tre anni di reclusione più una multa di 4mila euro. È questa la pena a carico di una 49enne dell’Ecuador residente a Montesilvano che, a ridosso del Ferragosto dell’anno scorso, fu arrestata con il grosso carico nascosto nella rimessa dell’abitazione nella zona del Colle, in via Chiappinello. Ma quella sentenza ha un vizio e adesso deve essere riscritta.
MAXI SEQUESTRO Durante il blitz dei carabinieri guidati dal comandante Luca La Verghetta, in un primo momento, la donna rigettò ogni accusa e cercò di allontanare responsabilità ma, di fronte al mazzo di chiavi della saracinesca del garage, crollò il castello delle giustificazioni. All’interno del box furono scoperti tre borsoni blu con oltre 53 chili di marijuana divisi in 24 involucri termosaldati e materiale per il confezionamento delle dosi. L’ipotesi dei carabinieri è che proprio all’interno del garage venisse preparato lo stupefacente da smerciare poi in base alle richieste dei clienti: furono trovate confezioni dal contenuto variabile dai 250 grammi fino a un chilo. Un peso che potrebbe far pensare a un negozio all’ingrosso della droga. La donna, affittuaria dell’abitazione, fu arrestata e portata al carcere di Teramo; denunciato il compagno 55enne.
SENTENZA VIZIATA Al processo, le parti si accordarono sulla pena da scontare per il maxi carico di droga. Ma la sentenza, emessa in accordo tra le parti, contiene un errore e il caso è arrivato fino alla Corte di Cassazione: al centro del ricorso, curato dall’avvocato Antonio Valentini, difensore della donna, c’è il calcolo della pena «rilevando che il giudice, nella sentenza impugnata, avrebbe disapplicato l’accordo delle parti».
LA PENA NON CAMBIA La pena base resta, ha deciso adesso la Cassazione, ma non si possono più contestare le aggravanti: «Il giudice per le indagini preliminari di Pescara, pur applicando all’imputato la pena richiesta, nel provvedimento impugnato ha posto in essere un “difetto di correlazione tra la richiesta e la sentenza”». Così, avere in garage un carico di droga da più di mezzo milione di euro vale una condanna alla pena di tre anni e 4mila euro di multa. Senza aggravanti.

